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Tomo LIV. [Supplemento.]
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236
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Terreni

Terreni

Carbonato potassico con traccie di solfato e cloruro . parti 3, 34

Carbonato calcico.5o, oo

Allumina.a3, 34

Magnesia. 4i

Acido silicico con traccie carboniose. 16 , 67

Perdita. 1 , 85

La quantità eccedente di calce e basiterrose manifestala da quest’analisi fa an-noverare il gelso fra le piante calcaree.Da ciò evidentemente emerge quantoquesto suolo sia acconcio alla vegetazio-ne di quest 1 albero, potendo sommini-strargli agevolmente quei principii mi-nerali dei quali ha d’ uopo per la sualieta vegetazione.

» Secondo 1’ opinione dei botanici èil gelso nativo della Cina e della Persia.Sia però che anche nel paese natale abitii luoghi meno esposti all’ ai dor di quelsole, o che la sua tolleranza pel freddosia di gran lunga maggiore di quella dialtre piante che riconoscono la stessa pa-tria, egli è ben certo che da tempo assailungo il gelso è naturalizzato fra noi, esostiene senza danno i rigori del cli-ma, a meno che non siano straordinariidel tutto, come di alcuni rigorosissimiinverni ci fu tramandata memoria, neiquali pel gelo molti gelsi perirono. Allaprosperosa vegetazione del gelso peròconcorre una state assai prolungata ecalda, e le stagioni che scorrono freschee piovose fanno di assai ritardare e di-minuiscono il suo sviluppo. Da questacausa devesi riconoscere la meschina ve-getazione, se quasi tale può dirsi, deigelsi che si piantano, saremmo per dire, atorza sui monti, ove, cominciando alme-no un mese più tardi la loro vita, ces-sano dalle funzioni vitali almeno un meseprima ; ed in questo breve spazio di vita

Parti 100 , 00 .

trista e stentata cacciano brevi e meschi-ni ramuscelli spinosi che si coprono atarda state di mal nutrite e piccole fo-glie, misero ed inapprezzabil compensoalle fatiche dell’ agricoltore.

» Le qualità chimiche di questo suo-lo vedemmo essergli confacenti, ma al-tra ragione può vedersi nelle proprie-tà meccaniche del suolo istesso. Ridottoquesto in frantumi minuti, non però tan-to come quello che deriva dalla dissolu-zione di una roccia omogenea, come al-tra volta accennammo, assai più facilmenteconcede passaggio non pure all’ acqua,che ove venisse a stagnare intorno alleradici dei gelsi sarebbe dannosissima, masì ancora al calore ed all’ aria, onde leradici sempre più si rinvigoriscono nelleloro vitali funzioni. E questo il beneche operano le frequenti arature, comefu detto. Nè credasi che le arature nelmezzo del campo tornino inutili. Biso-gna richiamare gli agricoltori al mo-do con cui ottiensi il più spesso la mol-tiplicazione dei gelsi che popolano lecampagne. I più derivano per certo dai vi-vai, e quasi sempre sono ottenuti col mez-zo del margotaggio. Questi alberi quindistaccati dalla pianta madre mancano diradice maestra che suol dirsi fittone, equindi le loro radici, in luogo di appro-fondarsi come farebbe il fittone che sisviluppasse da un seme, si estendonoorizzontalmente, e giungono ben soventeoltre a mezzo il campo. Ed ecco perchè