Band 
Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terresti

le frequenti arature concorrano così vi-sibilmente alla sua prosperità.

>i Tali falti assai chiaramente ci ven-gono spiegati da questi teorici principii,ma altri ve ne hanno dei quali è forzalasciare la spiegazione soltanto alla pra-tica. Questa ci ha dimostrato che la spe-cie di gelso che fa miglior prova nel ter-reno dell’ alta pianura è appunto quellache quivi esce quasi spontaneamente. Ilgelso delle Filippine colla smisurata suafoglia, provato quivi, cadde in disuso,ciò che avvenne pur anco degl’ innestibresciani, e d’altri che pur si volle-lero sperimentare, onde il miglior consi-glio è quello di attenersi alle specie evarietà che qui si coltivano (i) nè volerprocacciare in ciò alcun mutamento, cheforse non potrebbe riuscire se non dan-noso.

i> Ma la coltivazione che sull 1 alla pia-nura abbisogna di grandi miglioramentiè quella della vite. Non molto prezzohanno le uve di questa regione, ed il vi-no che se ne cava non è molto pregiato.E questo il motivo pel quale i possessoridi questi terreni non pongono cura ve-runa nella coltivazione delle viti, ed inquella vece si ostinano irremissibilmentea piantare nuovi filari di gelsi. Non sinega che questa pratica non sia buo-na pur essa, ma forse non sarebbe menoutile il piantare delle viti, e la ragio-ne dimostra che se ne potrebbe avereun buon risultato, lo che in alcune situa-zioni è confermato ancora dai fatti. Qualdifferenza, suole riscontrarsi nella naturadel suolo in tutto il terreno alluviale del-la provincia ? Se noi cominciamo dalla

(>) Appartengono questi gelsi lutti alla spe-ne morus alba , ma dislinguonsi quelli d 1 in-nesto bianco (calma bianca) di un verde piùpallido, e quelli d' innesto nero (calma ne-ra ) di un verde più cupo, che è forse quelloche dà migliore e maggiore prodotto.

Terreni u5j

pianura di Rivoli, e ci estendiamo finosotto di Villafranca, ed in seguito fino aZevio, il terreno quasi tutto dimostrasidella stessa natura, come lo è quello cheabbiamo accennato alla sinistra dell’Adi-ge alTOspedaletto, Domejara, Pescanti-na, Settimo, ecc. Una notabile differen-za , è vero, risulta dalla posizione econformazione di questi varii terreni.Ove 1’ alluvione costituisce delle colline,la facilità degli scoli e la esposizione inpendio concorrono estremamente alla ma-turazione e perfezionamento delle uve.Non intendiamo perciò di paragonare lapianura, sebbene il suolo sia di analogacomposizione, con queste colline, attesala loro felice esposizione alla forza delcalore ed alla luce. Ma fra mezzo a questicumuli alluviali non esistono esse spa-ziose pianure ? anzi talvolta non vi si ris-contrano forse dei terreni paludosi etorbosi ? Ora perchè sì notabile differen-za esiste ancora fra l 1 uva di questi ter-reni e quella della pianura ? Ammessealcune variazioni del suolo che possonopiù o meno avere d 1 influenza, e parlan-do in generale, è a ritenersi che questedifferenze dipendano il più dal modo dicoltivazione.

» Osserviamo ora l’alta pianura. Tran-ne poche eccezioni, scarsi alberi verdeg-giano lungo i filari delle viti, e le più diesse si sostengono a furia di pali secchidi pioppo e salice, che con grave dispen-dio deggiono rinnovarsi quasi ad ognianno.

» Ove è che trovisi un filare di belleviti sostenute da un vigoroso filare digelsi ? Molti e molti ne furon piantati,ma o le viti, o i gelsi perirono. Ed è benchiaro, che se 1’ una e 1’ altra specie ab-bisogna per la sua nutrizione degli stessiprincipii, come vedemmo, se gli uni ele altre se li toglieranno scambievolmen-te la più vigorosa rimarrà vincitrice, con-