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Terreni
pezzo di terra più o meno esteso, ma diqualità differente, può esigere ugualmenteun ettolitro di sementa, di modo cheestensioni di terreni ben differenti sonoespresse con una identica misura.
La superficie dei prati è indicata dalnumero delle curra di fieno che vi si rac-coglie ordinariamente, qualunque sia d’al-tronde il contenuto superficiale. La su-perficie delle pasture si valuta dal numerodei bovi o delle vacche che vi possonopascere in un dato tempo; così un pratodi cinque ettari, ed un altro di dieci, sealimentano lo stesso numero di bovi, sa-ranno indicati colla stessa espressione dimisura.
Coteste misure locali, tutto che appa-riscano erronee, hanno il pregio di por-gere un certo rapporto in ordine alla fer-tilità del suolo. Ma bisogna ben guardarsidal considerare questo rapporto comeesatto in tutte le circostanze; un pratod’ un ettaro che produce sei caria di fie-no, è migliore, a cose pari, d’un prato didue ettari il quale produca la stessa quan-tità di fieno, poiché il primo esige menospese per esser chiuso, concimato, inaf-fiato e falciato.
La combinazione delle misure esatteagrarie con questo metodo antico di va-lutare le superficie, condurrà ad una sti-ma dei valori delle terre, per mezzo dellarettificazione degli errori che conterreb-bero le stime della rendita.
Supponiamo due appezzamenti diterra, uno dei quali valutato ettolitri i,e 1 ’ altro o,go, e che siano d’ altrondeuguali in rendita ; la effettiva misurazionefa conoscere che questi due terreni sonouguali in estensione superficiale ; eccoelementi contradditorii che non potino es-sere tutti esatti; una verificazione è dun-que necessaria; si ricorre allora allo scan-daglio, ad un nuovo esame del suolo, anuove indicazioni, alla ricerca del pro-Suppl. Dit. Tecn. T. XL.
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dotto di terre simili; in fine s’imprendeuna investigazione che possa condurrealla ricognizione del valore esatto.
Il prezzo delle derrate è uno dei datidella stima dei beni fondi, questo prezzosi calcola dalle mercuriali del mercato,ove queste derrate pel solito si vendono,I’ uso è di calcolare sui numeri rilevatiper io anni; è però meglio prendere unperiodo alquanto più lungo, ma non mag-giore di 20 anni. Si costumava una voltadi prelevare i due anni più forti e i duepiù deboli ; ciò non serve a nulla dopo-hè le ineguaglianze fra il prezzo dellederrate da un anno all’ altro sono moltomeno forti di quello che lo fossero altravolta, quando per difetto di grandi stra-de, le comunicazioni erano dispendiosis-sime tra i differenti mercati; coteste ine-guaglianze tendono a indebolirsi di più,in ragione della varietà dei prodotti dellaagricoltura moderna.
Dall’ esame d’ un gran numero di ri-sultati relativi al prodotto d’un annomedio, si è potuto riconoscere in generaleche se dicasi i il prodotto dell’ anno me-dio, le raccolte più forti d’ una terra ri-sultano i, 5, e le più deboli o, 66 . Orase i filtaiuoli ed i contadini non serbanola memoria delle raccolte annue mediocri,ne ricordano perfettamente i terminiestremi, e non è difficile sapere da loro odalle genti del paese il massimo ed il mi-nimo delle raccolte di una tenuta. Datiquesti estremi, ecco come si trova il me-dio ricolto. Supponiamo che il minimoprodotto sia di 8 o ettolitri; la media rac-colta si otterrà dalla proporzione o ,66 :i :: 8 i : x; ossia 66 : ioo :: 8 o : x, dacui x — lai ettolitri. Da un altro latosapendo che la raccolta massima è statadi 180 ettolitri, si ha i5o : ioo :: 180 :x, onde x = 120 . La raccolta media saràdunque compresa fra i 120 e 121 etto-litri.
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