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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terreni

vicini, o per le pioggie, senza essere irri-gabile a volontà, rende d’ ordinario 45 oochilogrammi di fieno per ettaro, che val-gono se il fieno è eli buona qualità, 4°franchi per 1000 chilogrammi ; onde laraccolta totale d’un ettaro imporla 180franchi; se il fieno è di seconda qualità,il migliaio metrico vale 3 o franchi, ondeil totale importa t 55 franchi; se il fienoè di terza classe si vende 20 franchi ilmigliaio, e quindi la raccolta totale d’ unettaro importa 90 franchi. Notiamo chele spese di coltivazione sono state dedottedai risultati indicati, e che queste spesesono le medesime p<-r un prato di terzaclasse come per un prato di prima quali-tà, a quantità uguale di fieno raccolto.

Il prodotto d’ un prato si valuta ordi-nariamente dalla combinazione della quan-tità, della qualità e del prezzo del fienoche dà; ma questo non basta, bisognatenei^conto della distanza dal mercato, esopra tutto delle spese di mantenimento,d 1 irrigazione e dei risarcimenti che esige,bisogna valutare la dipendenza nella qualeun prato si trova da un insieme di coltu-ra di una tenuta per la quale si consideracome necessario.

Un prato che non è suscettibile d’unacoltura coll’aratro, ha molto minor prezzovenale di quello che può essere coltivatocon profitto. La differenza è principal-mente fondata sul non potere gli abitantidella campagna dedicare la loro fatica adun prato che non è suscettibile di esserecoltivato.

Un campo d’ un ettaro può dare unprodotto lordo di 600 franchi : il lavoroe la ricompensa delle cure del coltivatoreassorbono 5 oo franchi, il di più forma larendita sulla quale è calcolato il valorevenale del campo; le spese della raccoltad’ un ettaro di prato, e le cure che esige

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il suo mantenimento non passano i 5 ofranchi per ettaro. Questa osservazione èsoprattutto applicabile nelle contrade benpopolate.

La coltura dei prati artificiali accresceil valore del suolo, pòichè colui che vuoldarsi a questa coltura è obbligato a sce-gliere terre da grano che siano situate inuna posizione conveniente, più prossimapossibile all’ abitazione, e che abbia ac-cesso facile per la prossimità di una stra-da o d’ una viottola. Le terre che si tro-vano in questa situazione debbono dunquedivenire più care alla lunga di quelle chenon riuniscono questi vantaggi.

La differenza sotto questi diversi rap-porti non può essere molto forte, poichéla maggior parte delle terre sono propriealla coltura di una delle specie di pianteforaggifere, che noi indicheremo sotto ladenominazione di foraggi artificiali.

Per riconoscere 1 ’ influenza che ap-porta nel valor venale delle terre questacoltivazione facciamo una supposizione.

Un fittaiuolo intelligente e che disponed’ un capitale più forte di quello dei suoivicini, coltiva 56 ettari di terreno lavora-tivo che entra nel prezzo totale della svatenuta per una somma di 2800 franchi;egli semina 5 o ettari in cedrangola, tri-foglio od erba medica, e possiede un nu-mero sufficiente di bestiame per consu-mare le raccolte.

Supponiamo che le spese di lavoro,d’ingrasso e di semina ammodino a 3 oofranchi 1’ ettaro; queste spese saranno intutto di gooo franchi.

Il prodotto annuo di questi prati arti-ficiali ormai coltivati è di 25 o franchil’ettaro, deduzione fatta delle spese diraccolta, ciò che porterà il prodotto to-tale di 3 o ettari alla somma di 7600franchi l’anno.

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