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sua coltura a vigna, che sia cioè coltivala
come terra arativa.
Supponiamo una vigna il cui suolovalesse 3ooo franchi l’ettaro in terra la-vorativa; 45oo franchi l’ettaro fosse ilsuo valore in vigna, non si può dare aquesta vigna un prezzo di 45oo franchi1’ ettaro, perchè può deperire, può ancheessere distrutta, ma non si deve in alcuncaso assegnarle un valore al disotto di5ooo franchi 1’ ettaro.
Una considerazione della più alta im-portanza è quella che concerne il mododi coltura, o per parlare con più preci-sione, la quantità del lavoro applicato alsuolo. Una vigna situata in una terra fortee nella quale si fango ogni anno quattrolavori, sarchiamenti che esìgono una fa-tica maggiore della metà di quella dellevigne ordinarie, produce pel solito unagran quantità di vino, e si vende spessocaro, ad estensione uguale, quanto quellod’una vigna delle più rinomate, quan-tunque il prezzo d’un ettolitro di vinoproveniente dalla prima, giunga appenaal quarto del prezzo d’un ettolitro divino proveniente dalla seconda.
Cosi il valore sia locativo, sia venaled’una vigna si compone di un gran nu-mero di elementi diversi: 1 . la fertilitàdel suolo, ma questo elemento non èspesso che secondario ; 2. 1’ esposizioneche influisce e sull’abbondanza, e sullaqualità dei prodotti; 3. tostato di vigoreo di vetustà in cui trovasi la vigna; 4- l ariputazione dei vini che produce, ed illoro prezzo venale; 5. il valore del capi-tale impiegato nella coltura.
Se ci solleviamo a considerazioni ge-nerali, si riconoscerà che il perfeziona-mento delle vie di comunicazione saràfavorevole ai vigneti i più fertili, ed aquelli che, a qualità uguale, produconovino a miglior mercato, e che queste stes-se facilità pei trasporti tendono a deprez-
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zare il valore delle vigne d’ultima classe,che non potranno sostenere la concor-renza dei vini che arrivano sopra unmercato, ove non potevano venire inpassato.
La fertilità d’ un vigneto è meno do-vuta alla qualità che alla buona esposizio-ne del suolo, ed alla rarità delle brine,all’ intristimento dell’ uva ed altri acci-denti che distruggono i grappoli, 0 chetendono a ritardarne la maturità.
I fabbricati che servono alla lavorazio-ne delle vigne debbono essere valutati nelrapporto che hanno col valore del fondo,di cui formano una specie di dipendenza.E cosi pure i vasi necessarii hanno ri-chiesto uno sborso per la loro costruzione,e quindi entrano nella stima complessivadelle vigne.
Iiavvi nei contorni modenesi estesacoltivazione di orti, il cui prezzo venaleè in generale molto variabile, ma semprealto. Porgiamo qui alcune generali consi-derazioni da non trascurarsi nella stimadi quelle terre.
Le spese di fondazione d’un orto sonomolto considerevoli, esse comprendono:
1 . La spesa delloscassamento del suolo.
2 . Quella della fattura delle viottole.
3. Quella del cumulamento di molliingrassi.
4- La spesa della chiudenda.
5. Quelle di alcune costruzioni e delloscavamento di un pozzo.
II valore venale del terreno proprio aquesta specie di coltura è pel solito con-siderabile, poiché il compratore trova unricco deposito d’ingrassi accumulati, purequesto valore per un proprietario nondeve essere di tre volte il valore locativo,come se si trattasse d’ una tenuta ordi-naria, poiché il difetto di cure per parted’ un locatario può far perdere alla pro-prietà una gran parte del suo valore smlocativo, sia venale. Il fittaiuolo non ha