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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Terreni

Terreni

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Il prezzo d’ acquisto del terreno suppongasi di franchi per

ettaro ........ i 5 oo

Le spese di piantagione, compresavi la compera delle piante,

ammontano a . . . . . • . 5 oo

L’ interesse cumulato del non godimento per io anni, com-pensazione fatta di alcuni leggeri prodotti colle spesedi coltura ....... 900

L 1 ettaro piantato costa franchi . 2900

Un ettaro di piante di gelsi viene aquesto prezzo quando quelli siano di ioanni.

Siccome si tratta qui d 1 un valoreparte agricolo#d in parte industriale, va-lore che non si mantiene che per le curedel proprietario, la rendita deve ammon-tare almeno al 3 per cento 1 ’ anno, calco-lando sopra un prezzo d 1 affitto.

Il valore locativo ed il valore venalepotrebbero stabilirsi per paragone, se sifacessero molti affitti, e vendite di terrenipiantati a gelsi nei contorni.

Un appezzamento di terra non pian-tato, ma atto a ricevere una piantagione,dovrà essere stimato in ragione di questovantaggio, per esempio, se egli è vicinoa belle piante di gelsi, e che siavi ugua-glianza nella qualità e nell 1 esposizionedel suolo.

La probabilità della riuscita d 1 unapiantagione di gelsi non aggiunge nullao quasi nulla al valore del suolo, a menoche non sia in una situazione, ove l 1 edu-cazione del filugello è naturalizzata, o al-meno tentata con buon successo.

Accennate così le diverse maniere dicoltura delle terre ed il modo di rilevar-ne il rispettivo valori?, vediamo ora qualeinfluenza abbiano gli animali da lavorosul prezzo locale e venale dei fondi stabili.

In parecchie contrade, e principalmentequasi in tutta Italia il proprietario pone olascia nel suo podere, nella sua tenuta un

capitale di bestiame che ordinariamenteè valutato in denaro; il mezzadro od ilfittaiuolo debbono alla fine della locazio-ne rendere il bestiame nel numero e nellaspecie che fu notata, e di cui il valoresia lo stesso di quello che venne consta-tato al principio del fitto.

Questa stima in denaro essendo sotto-posta al deprezzamento dei valori mone-tarii, diviene erronea alla lunga, poichéun bue che pesi 3 oo chilogrammi e chevale oggi 200 franchi, non valeva unsecolo fa più di 80 o go franchi. Sarebbedunque più equo di fissare il peso deibestiami che stimare il valore monetario.

La stima d 1 un possesso sarebbe debo-lissima se egli fosse presso che sprovvi-sto degli auimali e degli strumenti di col-tura necessarii alla sua lavorazione. Laqualità ed il valore di questo capitaledebbono dunque entrare nei calcoli rela-tivi alla stima del suolo.

I capitali dei bestiami e degli strumentiagrarii che bastavano un set olo fa per lacoltura d 1 un possesso, non bastano agran distanza oggi, molto più se il lorovalore è stato apprezzato in denaro.

La produzione delle derrate agricoleè mollo più considerevole di quello chenoi fosse altra volta, ciò che ha procuratoun gran numero di animali da lavoro.Questo numero è effettivamente aumen-tato in generale, ma il sopra più del be-stiame appartiene pel solito al mezzadro: