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pagherebbe appena l’interesse di questespese col suo affitto.
Supponiamo un palazzo la cui costru-zione abbia costato 5 oo,ooo franchi, eche per abitarlo sia necessario spendervi60,000 franchi in risarcimenti. L’inte-resse di quest’ultima somma è di 5 ooofranchi, ma se il nuovo locatario od unacquirente non vuole che il suo affitto glicosti più di' 4000 franchi, non restanoche 20,000 franchi per il valore attualedel palazzo, ciò che presso a poco equi-vale ad una stima di materiali.
E difatto in molti casi non si valuta unpalazzo che dietro il valore dei materialiche se ne possono trarre, quantunquedispiacevole sia la distruzione dei grandiedifizii, non è meno necessario qualchevolta di farne la stima sotto questo rap-porto, ed in questa unica veduta.
I principali materiali, quelli che hannoun valore attuale sono il ferro ed il piom-bo. Quanto ai legnami ed alle pietre,siccome sono oggetti di un meschinoprezzo sotto un volume considerevole, lespese di demolizione e di trasporto deb-bono esser tolte dal valore che si può loroassegnare nel luogo ove sono situati. Maquesti materiali, attagliati al solilo pel po-sto che occupavano, convengono di radonello stato in cui si trovano per un’ altradestinazione, bisogna rilavolarli e tagliar-ne spesso una buona parte.
Non è adunque vero che il loro valorereale sia lo stesso del loro valore appa-rente. Bisogna ancora considerare la len-tezza dello smercio, per esempio, certitnateriali varrebbero attualmente la som-ma di 100,000 franchi se si trovasse davenderli tutti alla tariffa corrente, perriceverne il prezzo subito o in un certo’Pazio di tempo ; ma la domanda è pococonsiderevole, e se fa d’uopo d’un pe-riodo di 20 anni per venderli nella lorototalità in porzioni separate, il loro valore
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reale è di molto inferiore a quella somma jbisogna prelevare i frutti, le spese di ven-dita, il guasto e deperimento, in modoche il valore reale ed attuale non può ol-trepassare i 60,000 franchi.
Termineremo questo articolo coll’ac-cennare alcune regole generali per lastima degli opifici e delle fabbriche damanifatture.
SI distinguono gli opifici dalle fabbri-che di manifatture, perchè in queste v’èpiù di mano d’opera, in quelli più operameccanica risultante dallo sforzo d’uncorso d’acqua o di macchine.
Così un molino, una fonderia di me-talli sono opificii; una mattonaia o fornaceda pietre è una fabbrica da manifatture.
I progressi dell’arte delle costruzioni epiù che altro la emissione di grandi capi-tali per costruire macchine più perfette,per semplificare il moto e risparmiareper conseguenza sulla spesa della manod’opera, e produrre in definitiva merci amiglior mercato, tendono sempre a de-prezzare il valore degli stabilimenti di unaepoca anteriore.
Sono pochi gli opificii o le fabbricheda manifatture antiche, nelle quali il capi-tale primitivo delle spese di costruzionenon sia ammortizzato.
Così stimando uno stabilimento di que-sto genere non bisogna contare sopra unvalore che si potrebbe mantenere unifor-memente e perpetuamente per via di ri-sarcimenti ordinarli ; all’incontro devesiprevedere un termine in cui le macchine,le fabbriche istesse, non avranno più cheil valore di semplici materiali, non adun-que un godimento indefinito che si trattadi valutare, ma un godimento d’ un nu-mero qualunque sia di anni.
La loro produzione dà pel solito be=-neficii considerevoli per un certo numerod’anni, ma alla fine il fitto scema, a meDOche il proprietario non faccia nelle eostru-