3-68 Tessuti
corrispondenza ad ogni azione di tessi-tura, ed eseguisce inoltre il va-e-vieni deiconsueti cilindri ; questi movimenti, comeè naturale, vengono comunicati alla telasenza fine. Gli spilli di disingranaggiosono disposti sopra un’unica linea, ccon-terminati esternamente in acute punte.La ripetuta tela senza fine, robusta perla materia che la compone, è però assairara nel tessuto, e nel moto alterno cheessa riceve; tutti gli spilli la oltrepasse-rebbero conservando la loro posizione ;se non che la tela, come si disse, è dise-gnata, e per quella parte in coi gli spillidevono resistere sulla superficie delle teleper cedere e disingranare i fili dell’ordi-tura, è anche dipinta con opportuna ver-nice che la rende impermeabile a questispilli.
9. Sig. W. Martin de Pas-de-Calais.—Altra modificazione del telaio alla Jac-quart.
La novità di questo telaio consiste nel-l’aver aggiunti ai consueti spilli orizzon-tali degli spilli verticali formanti corporigido cogli orizzontali ; questi spilli ver-ticali sono assai agili e vicinissimi fra loro,per cui fu dato all'inventore di sostituireai soliti cartoni una carta orizzonlalescnzafine, bucherata in ragione del disegno, edavente gli opportuni movimenti.
10. Sig. A. Acklin di Parigi . — Te-laio alla Jacquart.
E simile al già descritto con alcunemodificazioni che lo rendono più com-plicato; ma però col vantaggio di poterapplicare il metodo della sostituzione dellacarta ai cartoni anche ai primitivi telaialla Jacquart.
Macchine pei filati e tessuti in genere.
11. La ditta Ilornby e Iveaworthy diBlackburn presentava tre macchine di-stinte:
Tessuti
a) un modello operativo di telaio au-tomatico ;
h) una macchina per ordire ;
c) un’ altra privilegiala per imbozzi-mare l’orditura.
Il modello di telaio venne espostounicamente per dare idea di un nuovocongegno per il quale la ditta ottenneprivilegio esclusivo, atto a conservarecostantemente tesa la tela vicino a) pet-tine battente.
Il congegno consiste in due piccoli ci-lindri disposti a laminatoio, fra la lineadi combaciamento dei quali passa il tes-suto ; per una certa tratta le superficieestreme di ciascun cilindro si presentanoscabre, o direbbesi a punta di diamantepoco sporgenti, distribuite spiralmenteper un verso da una parte del cilindro,e pel verso opposto dall’altro, per cui,messo in azione il sistema, le spire risul-tanti dalle punte cospirano a tendere lastoffa nella sua larghezza.
Una siffatta applicazione direbbesi diquasi nessuna importanza per i telai co-muni, ma emerge assai vantaggiosa seadottata pei telai automatici.
La macchina per ordire non offrivanotabili miglioramenti a fronte delle co-muni. Era invece pregevole quella perimbozzimare I’ ordito.
L’ordito abbandonava un cilindru sucui era avvolto, richiamalo da altro cilin-ero simile che se ne impadroniva ad ope-razione compiuta; fra l’uno e l’altro ci-lindro eravi una cassa contenente l’amidoo la bozzima, i fili dell’ orditura vi pas-savano a traverso per dirigersi poi fradue cilindri che comprimendoli toglievanoloro l’eccesso della bozzima; una spaz-zola cilindrica, avente moto circolare insenso opposto a quello dell’orditura, ope-rava la divisione o il distacco dei fili fraloro, e ne accresceva la peluria, facendolaaderire al filo che nc era investito ; per