3yo Tessuti
luria danneggiando il meno possibile la
tela.
Per formarsi un’esatta idea sull’anda-mento di questa operazione, conviene ri-flettere che quanto più sollecitamente siabbrucia il pelo, od in altri termini, quantopiù viva è la combustione, tanto menosoffre il tessuto.
A persuadere i meno creduli sulla qualeverità, senza entrare nei penetrali dellascienza, basti il riflettere che passandouna mano sollecitamente sulla fiammaviva si abbruciano i peli senza provarneincomoda sensazione, mentre toccandoun metallo caldo od un liquido ad altatemperatura può soffrirne grandementela cute, rimanendo illesi i peli.
Fatta 1’ altra riflessione che per solle-citare l’abbruciamento della peluria oc-corre non solamente l’azione calorifica,ina più di tutto l’intervento di una pro-porzionata quantità di ossigene, vedrassidi leggeri che il metodo adottato nuocea questa esigenza, mentre nell’ istanteche la tela si trova a contatto della pia-stra incandescente, 1’ aria vivificante nonpuò farsi strada fra questa e la stoffa peralimentare la combustione. Dal che neconseguita un risultamento imperfetto,sebbene si esageri il calore a maggiordanno dalla stoffa.
Ora parleremo del detto apparecchiomeccanico, sebbene corrano già alcunilustri della sua invenzione.
La stoffa è guidata a moto lento, emantenuta tesa collo stesso sistema usatonel vecchio metodo : quasi a contatto delladi lei superficie inferiore trovasi un tubometallico orizzontale alquanto più lungodella massima larghezza delle stoffe chepossono venir assoggettate all’ operazio-ne in discorso. Questo tubo comunicacon un gazometro contenente gaz idro-geno carburato per una parte, trovan-dosi chiuso dalla parte opposta; supe-
Tkssuti
riormente e longitudinalmente allo stessoè praticata una fila di piccoli fori vicinis-simi fra loro, dai quali esce il fluido com-bustibile; acceso, produce una viva fiammache rappresenta un velo non interrotto,e questa fiamma percuote con violenza lasuperficie della stoffa.
Ove l’apparecchio meccanico si limi-tasse a questa parte descritta, otterrebbegià, a fronte del vecchio sistema, il rile-vante vantaggio di alimentare la combu-stione dell’ ossigeno occorribile, fi oran-dosi la stoffa a continuo contatto cofl’ariaatmosferica; ma vi ha di pivi. Si volleinoltre raggiungere con esso 1’ importan-tissimo effetto di abbruciare anche la la-nugine che si trova frammezzala al tes-suto, ed eccone il come:
Superiormente, e vicino alla stofi'a, inlinea parallela al tubo conduttore del gaz,trovasi altro tubo, il quale comtfnica peruna estremità con una gran macchinapneumatica essendo chiuso dall’altra;sulla linea inferiore di quésto tubo tro-vasi praticata un’apertura, o sottile fen-ditura che risulta pirecisamente di controai fori emissarii del gaz combustibile; unaforte corrente richiamata dalla macchinapneumatica deve entrare da tale fendi-tura ; per cui risentendo la fiamma sot-toposta alla stoffa questa energica azio-ne aspirante, è forzata ad oltrepassare iltessuto; con che si abbrucia la peluriache vi sta interposta.
Affine poi che la detta fenditura nonvenga ad ostruirsi pel carbone che vi sideposita, vi si trovano incastrate dellepiccole laminetle metalliche collegate dauna verga che si muove a va-e-vieni; laloro distanza rispettiva è alquanto minoredello spazio che percorrono nel moto al-terno, per cui mantengono perfettamentelibera la ripetuta fenditura.
In questo, come nel più antico meto-do, si ripetono le operazioni alla medesi-