Tessuti
ma stoffa, volgendola e rivolgendola edanche frapponendovi un bucalo : con chesi ottiene pertiuo.il mirabile risultamentod’imitare la battista con una tela di co-tone appropriata allo scopo, per modoche è bene esperto colui il quale ne la sadistinguere.
Il sig. de Cristoforis vorrebbe inveroche la fiamma del gas venisse alimentatacon aria preventir amenle riscaldata, fa-cendola passare in un serpentino di ferroesposto alla viva azione del fuoco, e gui-dandola con opportuni condotti al tubofiammifero.
Un’ altra proposta potrebbe forse riu-scire più opportuna della prima, cioè disurrogare al gas illuminante 1’ aria ad altatemperatura ; ne è d;i porsi in dubbio ladi essa efficacia, giacché quando 1’ ariavenga riscaldata al limite necessario, espinta con forza sopra qual siasi combu-stibile, si attiva sull’ istante la combustio-ne; che se 1’ accennato combustibile fossecarta o bambagia, ne conseguirebbe lafiamma immediata.
Con tale modificazione verrebbe sod-disfatta la condizione principale, cioè lasimultaneità d 1 azione degli agenti neces-sari, calore e comburente, e l’operazioneriuscirebbe forse più sollecita, e quindipiù vantaggiosa.
Macchine per la preparazione ed inci-sione dei cilindri da stampar tessuti.
L’ importanza somma della sopraccen-nata industria concernente la produzionedelle tele, delle stoffe e dei drappi, siestende anche alla stamperia, che ai dettiprodotti si riferisce, per cui non sarà for-se opera perduta il parlare anche di al-cune macchine dirette a tale scopo.
Alcuni migliorameoti, che fermano 1 at-tenzione del meccanico, s’ introdusseroai nostri giorni per preparare ed in-idere
Tessuti 3;i
i cilindri di ottone destinali a stampare lestoffe : cosi pure si migliorò la macchinache ne eseguisce la stampa.
Seguendo 1’ originaria pratica si fon-deva il cilindro di ottone sull’ albero diferro col quale doveva formare un solocorpo rigido, per cui si esigeva un albe-ro ad ogni cilindro. In seguito si fuse conun foro in luogo dell’asse; donde ne ven-ne la possibilità di approfittare di un so-lo albero per un numero indefinito dicilindri.
L’operazione primitiva, per rendereomogenea ed abbastanza compatta la su-peificie del cilindro, dipendeva da unamacchina che lo guidava con movimentiisocroni sotto 1' azione dei martelli a col-pi misurati, dal che oltenevasi che venis-se percossa egualmente la della superficiein ogni suo puntu. Successivamente siottenne il medesimo scopo con maggioresollecitudine, e perfezione, passando il ci-lindro cavo da una filiera.
Anche la macchina od il tornio desti-nato all’incisione dei cilindri subì rilevan-ti modificazioni. I! primitivo sistema eracondotto nel modo seguente:
Il cilindro applicato al tornio poteva,mercè opportune macchine di divisione erelativi Irasinissori, venire mosso tanto nelsenso circolare, quanto in quello longitu-dinale a spazii misurati. Superiormente, epella linea centrale di esso si elevava unaarmatura, nella quale scorreva per il sen-so verticale un martino che poteva alzar-si piò o meno a piacere, collo stabilirepreviamente una riferirla guidata a scor-soio a contatto di una divisione. Inferior-mente al martino trova vasi applicato unpunzone destinato ad imprimere sulla su-perficie del cilindro il disegno con unaprofondità dipendente dalla caduta delmartino stesso : per cui, variati i movimentidel cilindro, variata l’azione del ripetutomartino, e variati i punzoni, si otteneva-