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Tomo LIV. [Supplemento.]
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Tettoia

ralleli, la parte piana dicesi pianta , la cuilarghezza è un po’ minore della lunghezza,e questa a un di presso come quella diun tegolo. Con embrici, mediante il largoe lo stretto , imboccati gli uni negli altriin file parallele, si fanno ottime coperture idi tetti: le congiunture degli orli di due ifile contigue, con una fila di tegolini, per- 'che l’acqua non vi passi. i

Comignolo : è quello spigolo o linea !nella più alta parte del tetto, dove si uni- 'scono due opposti pendenti. i

Gbonda. Tutta quella parte di tettoche sporge in fuori, e dalla quale cade il’acqua piovana. Alcuni edifizii non han- ino gronda, o, per meglio dire, essa spor-ge pochissimo, e lo spazio angolare cheè al di sotto è riempito da un cor-nicione.

Doccia. Canale per lo più di latta, tintoa olio, che si pone lungo l’estremo lembodelle gronde per ricevere I’ acqua piova-na che viene dal tetto. In alcune caserustiche si fa servire di doccia un’ abe-tella risegata per lo lungo e incavala an-golarmente con iscalpello.

Grondaia. Pezzo di tubo di latta, lun-go un braccio o due, che saldato nel cor-po della doccia rife riceve l’acqua, la qualedall’ altro capo, che è più basso e spor-gente, cade spagliata a terra. •

Cannoncini. Tubi di latta o di altrometallo, i quali fermali entro il muro,comunicano colla doccia, e ne menano1’ acqua fin presso al suolo, o anche sottodi esso in un tubo sotterraneo.

( Carena. )

TETTOIA. Olire che nel senso usatonel Di zionario primitivo, questo voca-bolo si adopera più specialmente a si-gnificare quella parte di letto che sovra-sta alla bocca della fornace, la qual boccanon è altro che 1’ apertura per la qua-le s’introducono le legna da ardere; co-tte 1’ usciale è 1’ apertura del lato oppo-

Tibatoio 4 1 ^

sto alla bocca, e per cui si passa e siscende nell’ infornaciare il materiale.

(Carena.)

TIARA. Ornamento da testa, in usoanticamente presso i Persiani, gli Armeni,i Frigii, ecc. Serviva ai principi ed aisacerdoti; ma se ne valevano ancora i pri-vati uomini e donne, se non che questeerano ricurve, e rotonde sul davanti esimili al berretto frigio, i sacerdoti e i so-vrani potevano portarle diritte; altrimentimitra.

Cosi chiamasi anche 1' ornamento delcapo dei sacerdoti ebrei, specie di coronadi tela di bisso, o di lino finissimo.

Il sommo sacerdote ne portava unadifferente, che era di giacinto circondatada una triplice corona d’ oro, e guernitala parte dinanzi con una lamina d’ oro,su cui era impresso il nome di Jeova.

E anche l’ornamento del capo cheporta il Sommo Pontefice della chiesacristiana in segno della sua dignità. Euna berretta assai alta attorniata da tre co-rone d’ oro, e di sopra ha un globo conuna croce, con due pendoni che cadonoper di dietro; più comunemente Tri-regno .

(N. S.)

TIBARE. Adoperasi in Toscana pertendere che che sia, con corda, vimine, oaltra cosa simile, la quale per questo uf-ficio che fa chiamasi tibaloio. (Tram.)

TIBATOIO. Corta fune con che lacroce è fermamente accomandala a unpaletto fino in terra, dal lato opposto aquello in cui è la ruota, e nella direzionei del piano di essa. Il tibatoio fa che la• croce non ceda alla tensione della salda ,

- la quale è una corda impiombata su di

■ sè, cioè coi suoi due capi impiombalii 1’ uno colf altro, e che dà tanti giri sulla

■ circ^iferenza della ruota quante sono le

- raggine della croce; ciascun giro della

■ salda passa per una delle raggine. Le rag-