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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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drata, perfetta per ogni verso; nei quattro angoli sono piantale le colonneisolate che sostengono il tetto a volto: mi perdoni il lettore la conghiettura (10).

I bene compiuti lavori del refettorio persuadevano intanto i monaci di S.Giorgio Maggiore in Venezia a dar mano anche alla fabbrica della lor chiesaormai rovinosa, a cui aveano anzi tempo rivolto le menti; onde dice Fran-cesco Sansovino : «Parve ai governatori de’monaci di rifar la chiesa su laforma di un modello fatto altre volte, et havendone data la cura ad AndreaPalladio architetto di molto nome fu ridotta in pochi anni al suo fine». Que-ste parole indurrebbero per poco a credere, e vi si mostra inchinato il Ber-toni, che il Palladio desse esecuzione ad un progetto non suo, se altre testi-monianze non dichiarassero precisamente il fatto. E primamente egli mede-simo parlando delle forme dei tempii dice: «Sono molto laudabili quelle chieseche sono fatte in forma di croce, le quali nella parte che sarebbe il piededella croce hanno l’entrata, et all’incontro Fallar maggiore, et il choro: enelli due rami che si estendono dall’uno et l’altro lato, come braccia, due al-tre entrale, ovvero due altri altari; perchè essendo figurate con la forma dellacroce rappresentano agli occhi de’riguardanti quel legno, dal quale stette pen-dente la salute nostra. Et di questa forma io ho fatto la chiesa di S. GiorgioMaggiore (IV, II)» . E prima ancora di pubblicare questo passo nelle stampedel 1570, scrivendo il 7 maggio I 567 ai provveditori del duomo di Brescia ,di cui dirò fra poco, dopo aver difeso la sua proposta di costruir molle parti diquella chiesa con pietre cotte sull’esempio degli antichi, soggiungeva: «Adessoin Venetia si fabbrica pur della medesima pietra cotta la chiesa di S. GiorgioMaggiore , la quale fabbrica io governo, et spero conseguirne qualche onore,perchè le fabbriche si stimano più per la forma, che per la materia» . Dopoqueste dichiarazioni come potria dubitarsi che il Palladio parlasse in siffattaguisa di un’invenzione non sua? Fuori di ogni ambiguità è pur la testimo-nianza del Vasari che nella stampa del 1568 scriveva: «Il Palladio ha comin-ciato a fondare una nuova chiesa con si bell’ordine, secondo che mostra ilmodello, che se sia condotta a fine, riuscirà opera stupenda e bellissima ».Il modello, di cui scrive il Vasari , come usavasi a quei di, costruivasi in le-gno, avendovi parte anche il Palladio: fu cominciato il 25 novembre 4 565,e condotto a termine il 12 marzo dell’anno dopo ( /fl ). Nel giorno successivofu piantata solennemente la prima pietra, come appare da iscrizione ripor-tata dal Cicogna. Vuoisi credere che fosse intrapreso con molta alacrità il