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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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lavoro, per la cui direzione fu assegnalo al Palladio l’annuo stipendio di cin-quanta ducati d’oro. In un accordo del 22 maggio 1567 trattavasi di com-perar tulle le pietre dei pilastri: in un altro del 4 dicembre 1568 si stabi-livano i patti per una cornice della chiesa: il primo agosto del 1571 si trat-tava di far l’occhio o feneslra della parete davanti: nel 1574 lavoravasi nel-la cupola terminata l’anno dopo. Il richiamo che negli addotti accordi pub-blicati dal Cicogna si fa di sagome e forme date dal Palladio comprova cheniente intraprendevasi senza la direzione di lui : nota ei medesimo un’avver-tenza da se praticata nell’aggiungere l’ornamento d’alcune foglie, che allun-gassero alla base il fusto di due antiche colonne preziose collocate a ridossodella parete interna del prospetto, sull’esempio di un antico (IV,XVI). Il Ci-cogna dandoci conto della convenzione seguita tra quei Padri e la famigliaBollani per la rifabbrica di una capella di loro ragione riporta la condizioneprescritta in quell’alto del IO luglio 1570, che dice doversi fare la capella«juxta formam circumspecti viri D. Andreae Palladii ipsius ecclesiae architecti,et sibi bene visam». E quando nel 1581 disfacevasi la capella vecchia diS. Stefano, nel documento della traslazione delle reliquie in essa custodite pub-blicato dal Cornaro si attesta eh’ erano necessarii i nuovi lavori « tum adoculuin, tum etiam per depositionem Sp. V. D. Andreae Palladii architecti»(Vili, 277). Io mi passo di una dettagliata descrizione della chiesa, comunein tutti i biografi del Palladio, e che non fa al mio scopo. Noterò qui soloche abbandonatosi il costume di voltar le chiese ad oriente, come era la vec-chia basilica di S. Giorgio, il nuovo prospetto poneasi sopra sette gradini aguardare in lesta dell’isola il canale e la piazza di S. Marco. Secondavasi fa-cilmente anche in questo l’avvertenza che il Palladio, scrivendo del sito chesi deve eleggere per la edificazione dei tempii, più tardi lasciò scritta: «Nonvi essendo luoghi rilevati, si alzerà il piano del tempio dal rimanente dellacittà, quanto sarà conveniente, e si ascenderà al tempio per gradi, conciossia-chè il salire al tempio apporti seco maggior divotione et maestà. Si farannole fronti de’tempii, che guardino sopra grandissima parte della città, acciò chepaia la Religione esser posta come per custode et protettrice de’cittadini»(IV, I). Il Palladio suggeva il dignitoso concetto da Vitruvio (1. IV c. V).

Nell’ultima epoca succitata egli intanto era uscito di vita, prima che si po-nesse mano al coro intrapreso nel 1584 e finito cinque anni dopo. Più tardiancora, cioè nel 1602 intraprendevasi l’esterno prospetto, terminato nel 1610;