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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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anzi soltanto nel 4 619 Giambattista Albanese scultore vicentino adornava lafronte superiore di cinque statue : prima di questi lavori piaceva invece aquei Padri ampliare nel 1579 il monastero coi disegni del Palladio, dei qualidirò in altro luogo. Non è dunque meraviglia se nel coro e nella facciata l’oc-chio d’intelligente osservatore non riconosca la purità propria del Palladio;il che intendasi eziandio degli altari, ciascuno dei quali pegli accordi riportatidal Cicogna fu innalzato dopo la morte del Palladio. Il cav. Diedo ha pubbli-calo per la prima volta il disegno dei medesimi (Fabbriche di Venezia ec.).Il Temanza che ai giorni suoi vide tuttora un avanzo del modello in legno,confessa che i nicchi del prospetto erano alquanto più semplici ed armoniosi,ed attribuisce alle licenze dello Scamozzi la mancanza della palladiana leggia-dria osservata in più parti di tutto il prospetto: «Da certa carta, ei dice, dame veduta nell’archivio di questi spettabilissimi monaci, che a me sembra dimano dello Scamozzi, si può dedurre che lo Scamozzi medesimo vi abbiaposto qualche assistenza ». E chi si conosca la gelosia di quell’ indocile inge-gno potrebbe facilmente entrare in questa opinione, che sulla fede del Te-manza fu abbracciata da tutti i moderni illustratori di quella chiesa. Ma questavolta il Cicogna ci vuol più cauti nell’addossare anche questa colpa all’emulodel Palladio: «Che siansi prestati, ei dice, altri architetti all’esecuzione, è evi-dente, perchè è certo che anche dopo la morte del Palladio che fu del 4 580si continuò a lavorare, cd è parimente certo, come osserva lo Scolari (Com-mentario sullo Scamozzi pag. 25), che non sempre fu fedelmente osservato ilmodello palladiano, come prima aveva detto anche lo stesso Olmo nelle testòriferite parole del Valle . Ma che abbiavi avuta mano fra questi architetti an-che lo Scamozzi , sia in qualche parte dell’interno tempio, sia nella facciata,io non l’ho trovato detto nè dall’Olmo, nè dal Valle , diligentissimi indagatoridelle cose del monastero. Il Temanza solo da una carta nell’archivio di S. Gior-gio, e che a lui sembra di mano di Vincenzo Scamozzi, dedusse che lo Sca-mozzi stesso abbia prestato qualche assistenza alla erezione della facciata : ese avrò la fortuna di vedere aneli’ io tale carta, dirò che Temanza appoggiossialla verità». Queste cose scriveva il Cicogna nel 4 834; e gli esami e le ri-cognizioni intraprese sopra le carte originali di quel monastero da me e daaltri sagaci discernitori delle scritture dello Scamozzi mi obbligano a conve-nire con lui che quella carta oggidì non sussiste, e che facilmente di manodello Scamozzi non ha esistito giammai.