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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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Mentre sorgeva per opera del Palladio la chiesa di S. Giorgio in Venezia ,questa stessa città era testimone di un primo trionfo da lui riportato sopra ilSansovino. Coi disegni di quest’ultimo era presso che condotta al fine la chiesadi S. Francesco della Vigna, a cui si era data mano fino dal 1534. Sono notele controversie sostenute da lui fino dal primo gettarne le fondamenta, sicchéad esaminarne il modello que’ Padri chiamavano l’anno appresso FrancescoGeorgi, uno del loro Ordine, che dettava il suo parere approvando e rifor-mando alcune parli di quel progetto. Conveniva lo stesso Sansovino in quelgiudizio, a cui soscriveano il Serlio e Tiziano; quell’alto si conchiudeva inquesta maniera intorno la erezione della facciata: «Resta ullimamenli a par-lare del frontale, il qual desidero sii nullo modo quadro, ma corrispondentealla fabrica dentro, et che per esso si puosi comprendere la forma della fa-brica, et le suoe proportioni. Acciò che di dentro et di fuori sii tutta propor-tionata. Et questa è l’ultima intentione nostra alla quale concorrono con noinon solamente li Prolhi, ma eliandio gli infrascritti Padri, cioè il R. do p. Ministrocolli Diffinitori. Si che nullo harà ardir, ne libertà più di mutar cosa alcuna»(Moscioni, Guida di Ven. 181 5. Voi. 1, P. 1 pag. 60). La medaglia coniata nelgettare la prima pietra mostra quale si fosse il pensiero del Sansovino ancheper la facciala, la quale si dee credere non aver gradito al Patriarca GiovanniGrimani , quando in onta al divieto del Georgi domandava un altro pensieroal Palladio. Questo splendidissimo prelato, secondo alcuni, avrebbe dato provedel suo gusto per le belle arti erigendo in Venezia cospicuo palagio, che dataluno fu credulo architettura di Rafaello : altri lo volle perfino invenzionedel Patriarca stesso ; ma di cognizioni architettoniche noi loda punto quelFabio Paulino che recitavane nel 4 592 il funebre elogio. QueJ palagio percura di lui era divenuto un museo di preziose antichità, delle quali il muni-fico prelato facea dono alla repubblica. I Grimani aveano pertanto in S. Fran-cesco delia Vigna i sepolcri, in cui giaceano, al tempo di che parliamo, i duecardinali Domenico e Marino, l’uno fratello, l’altro zio di Giovanni, oltre Mar-co, fratello pur esso, tulli e tre Patriarchi di Aquileia: le loro urne stavanoa ridosso della parete interna del prospetto: apparteneva alla stessa famiglial’adiacente capella del lato sinistro, la quale dallo stesso cardinale Giovanniqualche anno prima della facciata ornavasi di pitture e stucchi di FedericoZucchero e di Giambattista Franco. Per lutti questi titoli si vede l’affetto diquel porporato alla chiesa di S. Francesco Q 2 ). Avea in oltre capella e sepolcro

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