Buch 
Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
Entstehung
Seite
67
JPEG-Download
 

67 —

conghiettura di chi vorrebbe applicare il significato di quel motto alle con-traddizioni sostenute per la scelta della nuova invenzione. Intanto il Palladionell’ideato progetto vedea eseguirsi la prima volta quel suo favorito sistema diun grande corpo di mezzo con due ali minori. Eppure questa fiala, come notail Selva, in onta anche alla prescrizione del Georgi, il Palladio abbandonavala corrispondenza, a lui pur prediletta, coll’ interiore : ma alla meschina al-tezza dell’ordine che circonda la chiesa come potea adattarsi il suo grandiosocarattere, specialmente all’aria aperta? Scrupolosi critici desidererebbero inquesta invenzione alcune piccole modificazioni laonde ripiglia giudiziosa-mente il sopraccitato architetto, che se un valente artista si accingesse a de-corare Io spazio determinato dal corpo preesistente in modo diverso, ricono-scerebbe la difficoltà dell’ impresa, e dopo reiterate prove aumenterebbe laben dovuta stima pel nostro Palladio (Fabbriche di Ven.).

Coincideva coll’erezione della facciala di S. Francesco della Vigna in Vene-zia la chiamata del Palladio a Brescia per la cattedrale di quella città. È do-cumento di questo fatto la lettera stessa che egli colà dettava il giorno 7maggio 1567 a quei magistrali urbani. Erano da lungo tempo occupati glianimi dei cittadini dal desiderio di ricostruir la vecchia lor chiesa, e dopo leparli prese pur sulla fine del secolo innanzi, aveano disegni del 1529. Al-l’epoca del 1567 offeriva un’altra invenzione il lor concittadino architettoLodovico Bercila, ad esaminar la quale sembra si chiamasse il Palladio. Se-deva allora vescovo di Brescia Domenico Bollani , che prima ne era stato po-destà $ in tal carico egli avea pure seduto in Udine . Chi si conosce dellestorie di que’ tempi, ricorderà usati i passaggi che dalla spada al pastoralefaceano i gentiluomini veneziani . Questa volta il Bollani era degno dell’unae dell’altra dignità, essendosi onorevolmente adoperato per lo stato e per lachiesa in onorevoli impieghi (Cicogna IV, 451). Per le zelanti cure di luivescovo deliberavano adunque nel 156 4 i Bresciani d’innalzare la nuovachiesa, a patto che cedendo il Comune metà delle rendite delle condanne, ilclero facesse ogni anno l’offerta di mille ducati d’oro. Ma questo se ne chia-mava ben tosto gravato, e col ritrarsi di lui, veniva pur meno ai suoi ob-blighi il Comune, sicché anche questa volta il tentativo riusciva vano pro-getto. Aveva il consiglio della città nel partito del 1564 rimessa al vescovoogni sollecitudine della fabbrica, quella ancora della scelta del disegno : forseche gli animi erano stanchi, o divisi da contrarie opinioni. Sia la estimazione