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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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Quale delle due opere in due libri distribuita uscisse prima alla luce, sirileva da alcune espressioni della dedica, premessa ai due libri dell’architel-tura, al nome di quel gentiluomo cotanto famigliare del Palladio, Giacomo An-garano: essi diconsi primizie del suo ingegno; di più si fa cenno di loro nel-l’epistola dedicatoria al serenissimo duca di Savoia Emmanuele Filiberto ag-giunta ai due primi libri dell’anticbilà che quindi veniano di poi. È però dafarsene meraviglie che queste due prime edizioni sieno state sempre ignote,riputandosi da tulli i biograti per prima quella dei quattro libri, finché nelcitato catalogo dello Smith venne la prima volta citata una copia dei due pri-mi libri dell’antichità, e solo nel 4 824 il cav. Cicognara stampando in Pisa ilcatalogo ragionato dei libri d’arte da se posseduti, oltre un esemplare deidue libri dell’antichità, annunziava una copia dei due libri dell’architettura,soggiungendo che questa, ancor più rara della precedente, non è citata da al-cun bibliografo, nè mai aveane conosciuto altro esemplare (Voi. I p. 4 06 n.592, 593). Anche il Temanza , ricordando l’esemplare dello Smith, si diceapossessore di una simile, ma non seppe mai nulla di qualsiasi altra pubblica-zione oltre a quella dei quattro libri. Le ripetute edizioni che tosto si molti-plicarono di questi preziosi codici dell’arte, mentre compensavano la ritrosatardanza del Palladio nel pubblicarli, fecero cadere in dimenticanza, anzi indispersione la comparsa dei primi due libri divisi, le copie dei quali, già pos-seduti dal Cicognara con tutti gli altri tesori di quella sua collezione, per lamunificenza del pontefice Leone XII adornano oggidì una delle sale del Va-ticano ( 63 ).

A mettere in maggior luce i pensieri del Palladio nella compilazione deidue primi libri deH’architellura, farò qui un breve esame del codice di manodi Leonida che ancora ne sussiste. II Cicogna dandocene un’idea (IV p. 408in nota) Io intitolava frammenti del I, II, III libro. Infatti dei 29 capi, in cuila stampa del primo è divisa, il codice ne contiene soltanto 18, tre dei qualisono trascritti due volte, ed uno che nella stampa tratta dei volli senza divisio-ne, quivi è partito in due. Mancano i capi che contengono i disegni degli or-dini e delle scale, nè vi trovi il celebre capitolo degli abusi. Più scarso ancoraè il libro II, in cui il Palladio ci diè stampati i disegni di molte sue inven-zioni in città, dei quali nessuno vedi nel codice di Leonida , anzi nè anco ladescrizione, se eccettui quella dei palazzi di Marcantonio Thiene e di Giu-seppe Porto: per simil modo vi desideri i disegni degli atrii e delle sale degli