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Cicogna, che di questa e di (ante altre peregrine ricchezze mi fe’ copia cor-tese per giovare al nostro uopo. Si conchiude adunque uno di questi col re-care la triplice distinzione dei tre libri, promettendo nel primo in generalela trattazione delle cose più degne da osservarsi nel fabbricare:, nel secondo ladescrizione di alcune invenzioni del Palladio per la città, non che gli atrii edaltri romani edifiziij nel terzo i disegni pur del Palladio per la villa (62). llibri dati poi in luce si veggono aver riunito in uno solo questi due punti, edè quindi in soli due libri diviso il trattalo dell’architettura del Palladio . Nèqui si rimase la sospensione di questo scrittore $ perchè nel citato primo proe-mio dei quattro libri chiamando prima parte questo di cui parliamo, ne veniaper tal modo promettendo una seconda contenente i disegni dell’antichità, laquale con siffatto titolo non parve giammai. Nel proemio a quello che ora s’in-titola terzo libro, richiamandosi al suo trattato già compiuto degli edificii pri-vati, dice senza più di dar principio alle sue antichità, ponendo per primo idisegni delle vie, dei ponti, delle piazze e delle basiliche, e riserbando ad unsecondo quelli dei templi. Si dee certo credere che questi sieno i libri che vo-lea proseguiti come seconda parte ai due primi deH’architetlura. Ma questiistessi, raccolti insieme più tardi, quali membra di un solo corpo, il Palladio li mandò fuori staccati da tutti, principio essi ancora di altri che pur promise,nè mai diede in luce, intitolandoli degli archi, dei teatri, delle terme e deiponti, il più de’ suoi studii, come ognuno comprende, in paragone di ciò checi pervenne per le stampe, avventurosamente non perduto, ma disgregalo quae colà con diversa fortuna, della quale mi toccherà parlare in proposito, dandoper la prima volta contezza del numero, delle vicende e dell’attuale posses-sore di una serie di disegni, tutti del Palladio e inediti, da soverchiare qual-siasi aspettazione.
Mandava egli fuori pertanto in due volumi la prima volta il suo trattatod’architettura diviso in due soli libri con questo titolo: «I due libri dell’Ar-chitettura di Andrea Palladio t570 in Venezia presso Domenico de France-schi « ; e l’anno stesso pel medesimo stampatore pubblicava in due altri vo-lumi un’altra opera col (itolo: «I due primi libri dell’Antichità «. Si videroinfine nel detto anno riunirsi in una sola edizione i quattro volumi con que-sta appellazione: «I quattro libri dell’Architettura di Andrea Palladio » rice-vendo ciascun di essi un frontespizio che ne dichiara la serie ed il subbietto
suo proprio.