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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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Encomiava ancora il Palladio nel suo augusto mecenate il più magnanimo pro-teggere dell’antica militia, di cui mostrerò quanto si sia piaciuto il nostroarchitetto; laonde ei concepiva speranza che quel principe, come della mili-zia, potesse dirsi ristoratore dell’architettura degli antichi, e però sul line del-l’indirizzo il pregava a ricever colla solita serena sua fronte quella parte diarchitettura, acciocché con maggior prontezza si disponesse a dar fuori il ri-manente dell’incominciala fatica, nel quale tratterebbe di Thealri, d’Anfithealrie d’altre antiche e superbe moli. Fu singoiar caso che il Palladio tardasse ditanto la stampa di questi libri, che pur pure aveva disposto, sicché uscisseprima di vita nel 19 agosto del 1580, seguendolo nella tomba il giorno 30dello stesso mese Eminanuele Filiberto. Questo principe nell’anno 157 4 avevapur dato ad Andrea nuova prova di benevolo patrocinio, e del suo amore allestrategiche discipline degli antichi, accordandogli nei suoi stati il privilegiodella stampa dei Commentarli di Cesare da lui illustrali. Piaccia ad industre efortunato ricercatore delle cose sarde aggiungere maggior luce a questi scarsilumi, che dalla vita del Palladio rifulgono sopra quell’illustre fondatore dellaprincipale gloria della casa di Savoia, dallo splendore di cui non potrà nonderivare maggior decoro anche al nome dell’architetto che gli dù sì de-voto ( 65 ).

Ora venendo io ai due libri delle sue antichità, non si può non far casodella ricordanza più volte da lui fatta del suo amore agli antichi edificii,«non che dei superati pericoli nel misurarli, e delle lunghe vigilie sostenuteper ridurre i frammenti rimasti a forma tale, che gli osservatori dell’antichitàne fossero per pigliar diletto, e gli studiosi dell’architettura potessero rice-verne utilità grandissima». Volle sventura che sia tuttora inedita la maggiorparte di quei tanti suoi studii da farsi meraviglia che un uomo solo bastassein quei tempi a visitar tanti luoghi, osservar tanti edificii, disegnare tanterovine. È anche degno di osservazione ch’ei medesimo abbia confessato il suoamore quasi crescente, e vorrei dire il suo profitto in quella fatica, concios-siachè nel proemio al primo libro dell’architettura ei dica di aver trovato« le antiche reliquie di molto maggiore osservazione degne che non si fosseprima pensato; e quindi d’aver cominciato a misurare minutissimamente consomma diligenza ciascuna parte loro, delle quali tanto divenni, ei prosegue,sollecito investigatore, non vi sapendo conoscer cosa che con ragione, et conbella proportione non fusse falla, che poi non una, ma più e più volte mi son

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