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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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accordato da Pio V a Cosimo con una bolla dei 28 agosto dell’anno 1569:essa non si concilia con quella del Palladio, che tale il riveriva nel gennaioprecedente: converrebbe adunque ammettere uno sbaglio nella data di lui, chescrivendo in numeri romani avrebbe lasciato nella penna una X; sarebbequindi mestieri leggere MDLXXIX, e questa data sembra sia stata attribuitaanche dai primi depositarii della lettera, la quale sta oggidì appunto nel car-teggio di Francesco in una busta di lettere del 1579-1580, unica che portila segnatura di dieci anni addietro. Questa considerazione confermerebbe inol-tre l’asserzione del Gualdo che dice presentato il libro al gran duca Francesco,succeduto nel governo il 157 4 al padre defunto in quell’anno, benché diecianni prima gli avesse ceduto l’amministrazione del ducato. Il sig. Canestriniconchiudea la relazione delle sue dotte indagini avvertendo che nelle filzecontenenti il carteggio degli anni 1568-1569 niente avea trovato relativo aidisegni del Palladio, siccome nò anco in tutte le altre dal 1561 al 1580 cosidi Francesco che di Cosimo: e provocava da noi vicentini, per documenti chequi dovrebbero esistere, il giusto assegno dell’epoca che si cerca, non chemaggiori notizie intorno questo fatto, narrato, ei dice, molto confusamentenei biografi del Palladio. Ma se fu buona ventura discoprire un atto che de-termina l’indole della palladiana fatica, è forza confessare la mancanza forseirreparabile di qualsiasi altra novella. Io non abbandonerò questo tema, incui ho portato per primo qualche lume, senza notare come il Palladio si fosseprovato di offerire alla casa de’ Medici quel suo lavoro per la conoscenza chepur di lui doveva aversi a Firenze fin da quando, per testimonio del Vasari ,era stato aggregato all’accademia del disegno istituita da Cosimo l’anno 1561:erano poi grandemente accetti in quella corte anche gli studii della miliziaantica, sicché dedicava allo stesso Cosimo la sua traduzione di Polibio il Do-menichi stampata in Venezia l’anno 1562} praticava ancora colà il ricordatoFilippo Pigafetta , adoperato da Francesco in alcuni consigli per le sale dei ri-tratti, e volgarizzatore ei medesimo di qualche parte di Polibio ; sicché erafacilmente aperta la via alla risoluzione del Palladio, la cui celebrità era divantaggio largamente diffusa per tutta Italia . Il lettore che volesse ritenere,colla data del MDLXIX, dedicata a Cosimo la palladiana fatica sopra Polibio , tro-verebbe altro titolo di patrocinio in questo principe, il quale alcuni anni pri-ma accordava privilegio di stampa degli ultimi libri dell’Italia liberala al Tris-sino. Poteva d’altronde facilmente entrare il Palladio nella grazia di Franco-