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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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sco, a cui era sposa Bianca Capello nipote di quel patriarca Grimani, per cuiegli aveva innalzato la facciata di s. Francesco della Vigna.Trovo che a quellasi infaustamente celebrata donna intitolava Giambattista Maganza una suacanzone, da lui detta herculana in lingua rustica, ed impressa a Padova l’anno1580. Aggiungerò per ultimo una erudita conghiettura partecipatami, insie-me colla copia della lettera palladiana, dal lodato cav. Promis, il quale pen-serebbe che il nostro architetto si fosse affaticato intorno a Polibio di concertocon Mario Savorgnano il vecchio, uscito di vita l’anno 15 7 4 5 si sa che questoletterato per confessione sua propria volgarizzò tutto, 0 parte di Polibio , e chein Venezia con altri sommi di quell’età fu adoperato dalla repubblica per trat-tar la difesa del Friuli. Non era poi straniera a Vicenza la famiglia dei Savor-gnano, da cui Gabriele Porto avea preso in moglie Elisabetta, madre del ce-lebre nostro Luigi e cugina a Mario accennato dal Promis. Ma gli studii di! lui intorno a Polibio non parvero mai alla luce, siccome solo nel 1614 sistampava il suo trattato dell’arte militare. Io adduco quindi senza più la dottaconghiettura, nella quale desidero che il sig. professore possa quando chesia dimostrare di aver collo nel segno felicemente, siccome assai felicementeinduceva che il Palladio, aiutando il supposto Savorgnano, facesse sopra il Po-libio quella fatica che sopra i Commentarii di Cesare. Nè io allora aveagliannunciata la scoperta del documento per me fatta nell’archivio notarile diVicenza ( 68 ).

Se dai narrati effetti è lecito argomentare la causa, a me ora incombe sa-tisfare il debito che mi sono prefisso di richiamare il lettore ai tempi deiprimi studii del Palladio affinchè, nel difetto delle testimonianze già da me ri-ferite per quanto il richiedeva la successione cronologica, si aggiunga alla gio-venile sua istituzione quella maggior luce, che può ragionevolmente racco-gliersi dalle cose fin qui dette, e dall’indole delle scritture per lui pubblicate:nè sarà discaro, io spero, ad alcuno, che riassumendo questo argomento, iomi conduca alla spontanea conchiusione che se il Palladio in fresca età eravenuto in grande estimazione delle genti e dei principi, per guadagnarselaegli avea adoperato tutti gli argomenti, accomodando la vocazione del rarosuo ingegno a quella che oggidì si direbbe tendenza del secolo. Ma il meritodel doppio successo vuoisi primamente concedere al Trissino suo istitutore.

Se questo letterato non senti in seno una scintilla di quel vero fuoco, che ba-sta negli studii a suscitare quello di tutto un popolo, ebbe però il senno e il

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