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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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ponte di Bassano il pregio dell’essere eseguito secondo l’idea del Palladio,perchè molte parti di quello non rispondeano per nessun modo alla descri-zione per lui dettata - , invero taluna di queste variazioni si discoperse in suc-cessive ricostruzioni, quella singolarmente del maggior numero e della minorgrossezza di pali dei quattro ordini piantati nell’acqua. Non dovrebbe peròesser difficile il pensare che in tante riparazioni, cui quella grandiosa mole,bersagliata da tante scosse delle piene e delle condotte dei legnami, soggiacqueben presto nell’anno 4 574, e poco appresso nel 4 593, e più tardi nel 4 642e massime nel 4 726, siccome avviene in tutte siffatte riattazioni specialmentedi legno, insieme alla originalità palladiana avesse perduto la primitiva soli-dità degli adoperali legnami. Del resto qual meraviglia che il Palladio mede-simo, benché prescrivesse le travi degli stili della grossezza di un piede emezzo e della lunghezza di trenta, comportasse per rispetto di economia l’im-piego di legni minori, pubblicando pur pure la descrizione del suo originaleconcepimento, come usò in altre invenzioni ? E di questa condiscendenza inuna parte si importante della costruzione dei ponti di legno egli dava piùtardi la prova in una scrittura per quello sopra la Piave, di cui parlerò al-trove, con queste parole: «Vorria che li pali fossero di rovere, et se bene fus-sero de dui pezzi non importa cosa alcuna, perchè se incalmeranno, che sa-rano fortissimi, et di mancho spesa perchè si troverano facilmente». Io nonmi farò a combattere minori eccezioni esposte dal Memmo, il quale si eramesso in capo di sollevar ad ogni costo sopra la idea palladiana quella delFerracina: credo che a questo valente meccanico mal comporterebbe siffattaapologia, conciossiachè quando la orribile piena del 4 748 portò via nellanotte del 4 9 agosto tutto intero il ponte sgangherato dai suoi sostegni, affi-dando all’ingegno di lui il carico di ricostruirlo, il supremo magistrato delleacque, per testimonio del Memmo stesso, dichiarava « che la fabbrica avessea nuovamente essere eseguila, com’era prima, diretta e disegnata dal Palla-dio»: onore non comune nella storia delle arti. Le variazioni introdotte dalFerracina non tolsero al nuovo lavoro l’impronta primitiva, la quale un’altravolta si agognò conservare Angelo Casarolti, quando nel 4 84 8 ricostruiva laferraciniana opera divorata da un incendio del 4 84 3. Il progetto del Palladioci giunse intero in tre disegni pubblicati da lui medesimo in calce alla suadescrizione, che raffigurano la pianta degli ordini dei pali fitti nell’acqua, ildiritto di uno dei capi del ponte e il diritto del fianco} ogni cosa soltanto in