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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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» Del resto se, come giova credere, queste ragioni non contribuirono sole afar rigettare il progetto d’un merito tanto raro, bisogna almeno convenire,ch’esse ragioni vi avessero una gran parte, e perciò Palladio sembra essersicondannato da se medesimo. Difalti tutto concorre a dare a questa omis-sione il carattere d’una modesta deferenza. Presentando in tal maniera al pub-blico una produzione, la quale confessa trovar egli d’un merito particolare,

10 scopo del nostro autore sarebbe stalo di conservare la rimembranza d’unpensiero ingegnoso, senza pretendere di movere obbiezioni al giudizio che neera stalo portato. L’idea d’una simile condiscendenza non ha nulla che ripu-gna al sentimento di delicatezza che distingueva sì eminentemente questo ar-chitetlo.

«Indipendentemente da tutte queste considerazioni, non si può a meno diriconoscere che, sia pei motivi addotti dal Temanza , sia per effetto di tutt’al-tra causa, i Veneziani aveano insensibilmente perduto quell’entusiasmo per lebelle arti, che nei secoli precedenti aveva loro fatto intraprendere opere ve-ramente magnifiche. Il decreto emanato contro ogni proposizione di ricostruire

11 vecchio palazzo, e l’esame severo al quale erano anticipatamente sommessitutti i progetti di nuove costruzioni, fin anche le riparazioni più urgenti,comprovano in modo indubitato questo cambiamento nelle loro vecchie incli-nazioni. Tale entusiasmo però non era assopito sì da non risorgere nelle grandicircostanze, come si vede nella costruzione della chiesa del Redentore e posciaper la cupola della Salute.

«Bisogna dire che non mancò altro che un’occasione di questo genere pertrionfare degli ostacoli che si opponevano all’esecuzione di sì magnifici pro-pilei . Senza tener conto delle obbiezioni alle quali poteva dar luogo sotto al-tri rispetti, è giusto notare che tale progetto doveva, quale pur fosse il suopregio, scemar d’interesse al contatto di vantaggi puramente materiali. Ma im-maginiamoci un tal monumento offerto dopo il famoso combattimento di Le-panto, onde perpetuarne la memoria, mentre ancor tutta la città rimbombavadelle grida di vittoria, e non si negherà fosse allora desideralo con fervore inmezzo al trasporto d’un’ammirazione generale « (Cap. IV.).

lo non seguirò l’egregio autore nel dettagliato esame ch’ei fa delle propor-zioni da assegnarsi a tutte le parti anche più minute della palladiana invenzio-ne sull’ipotesi da se immaginala: benché il Palladio stesso abbia notato nelladescrizione del suo disegno che nelle proporzioni de’pilastri e degli archi egli