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II solo testo, che è, si può dire, la storia di un’epoca si interessante perle nostre arti e per la gloria di tanti grand’uomini ch’ebbero parte ai pro-getti di quel monumento, basterebbe a mostrare l’erudizione, Io zelo per l’ar-te, l’amor per Vinegia, del signor Rondelet: ma ciò sopra tutto che riguardal’immortale Palladio, e la precisione, nitidezza, e che più è, intelligenza concui ha condotto il disegno e l’intaglio delle tavole, fa chiaramente conoscereil suo buon gusto; perchè chi predilegge l’elegantissimo Palladio, e ne apprezzala purità e la lindura, fa con ciò stesso l’elogio del proprio buon gusto.
E dell’offerta e del pregio di sì bel lavoro, altamente applaudito dal Con-siglio Accademico, si farà speziale menzione nei nostri atti; e sarà l’una e l’al-tro un monumento perenne, così della bontà e gentilezza, come della rara dot-trina dell’esimio autore dell’opera. E tanto sia detto per ciò che a lui è do-vuto dalla nostra riconoscenza.
Passando alle ragioni dell’opera, su cui si ricerca il parere dei socii intornoad alcuni punti che possono ammettere qualche dubbiezza, tre cose si trovache possono offrire soggetto di esame e particolare osservazione.
La prima per qual motivo la repubblica di Vinegia non abbia adottato ilprogetto di Palladio intorno al ponte di Rialto . E qui sembra potersi stabilireche non tanto per viste di economia, sebben consigliate dalle circostanze ca-lamitose di quella infaustissima epoca; non tanto perchè si fosse spento nellaveneta repubblica l’antico amore per le arti belle e per la grandezza dei pa-irii monumenti: quanto per una naturale e giustissima ripugnanza di distrug-gere due fabbricati cospicui, di fresco eretti, la cui sussistenza non potevaconciliarsi coll’ammissione del progetto palladiano, non si è potuto far luogoal magnifico e brillante pensiere del primo fra gli architetti moderni. Nè sa-rebbe da escludersi dai motivi che potessero avere indotto a prescegliere ilprogetto del ponte attuale composto di un solo grand’arco, in confronto del pal-ladiano a tre archi molto minori, il riflesso che un ponte ad un solo arco sipresta assai meglio alla comodità della navigazione permettendo il libero tran-sito alle barche fornite di arboratura, le quali per ciò stesso non potrebberoottenere il passaggio sotto archi di molto minor elevazione.
La seconda, perchè Palladio non abbia chiaramente espresso che il suo pro-getto era imaginalo per Vinegia, e per ciò ancora abbia tolta da esso la scalade’piedi che potea servire di aiuto a conoscerlo. E qui si crede che il Palla-dio sia stato ispirato da un amore di gloria a pubblicar nel suo libro di ar-
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