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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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memoria et maggior chiarezza di sopra registrate, ducati vinticinque fino a tren-ta, oltre ogni spesa fatta nel venir, star et ritorno, et questo delli denari diprefala Cotta, et che sia accompagnato fino a Treviso da un cavallaro ; la qualparte ballolala ottone Balle affir. 41 non ostanti tre negative».

Si nota in quegli stessi atti come quel comune si giovasse del buon giudi-ciò del Palladio, mentre trovavasi in Belluno , chiedendolo del suo parere nelriparare una vecchia torre; il documento dice: «IJavendo m. Andrea Paladioinzegnero eccell. soprascritto, al qual è stala mostrata la torre della campanagrande in piazza sopra el Vescovado, ove è sfessa per provedere di qualche ri-parazione, se farà bisogno, ricordato et cosi consigliato, che sarà ben fatto adassicurarla con arpesi, ove è sfessa; Pero p. li Sp. Consoli fo mandata la parteche detta torre si reparata con quella quantità de arpesi, che seranno neces-sarii, dando autorità al Menor Conseglio di far far tal assicuratione et rcpara-tione come li parerà far bisogno, et ballotala ollene p. affir. 40 neg. 7 ».

Il Palladio intanto si partiva da Belluno senza che il consiglio stanziasse lafinale delibera. Fosse la incertezza del piantar un ponte di legno o di pietra,o altra ragione, ogni progetto giacque irresoluto per qualche tempo, finché il28 gennaio dell’anno dopo venne di nuovo raccolto il consiglio, in cui si de-liberò soltanto del luogo più opportuno ad erigerlo. Non mancavano contrariipartili sulla scelta dei disegni, e quelli del Palladio sembravano eziandio ditroppo dispendiosi: finalmente il 19 marzo fu presa la finale decisione; vietalaogni altra proposizione, i consoli proposero due sole sentenze, nelle quali pa-reva diviso il maggior numero di consiglieri, cioè di fare il ponte dietro ilprogetto del mentovalo Domenico Barcelloni, ovvero dietro quello del Palladioin ciò che riguardava il fondamento del pilastro: messa ai voti la proposta, ilBarcolloni ebbe voti favorevoli 37, contrarii 30: soggiaceva questa volta ilPalladio con soli voli affermativi 28, negativi 29. Così tornavano a vuoto glisludii del Palladio, ed era inesatta l’attestazione pubblicata nel suo Dizionariostorico bellunese stampato in Belluno l’anno 1843 dal co. Fiorio Miari chevenisse eseguila secondo quelli un’arca di pietra sotto il ponte attuale che sa-rebbe stata esportata dalle acque nell’ll maggio 1599 (pag. 113); facilmenteil benemerito compilatore era tratto in inganno da qualche cronaca, alla qualecontraddicono le memorie del pubblico archivio, che fanno dello stesso Barcel-loni l’arca summentovata.

Ma il progetto del Palladio non dovea rimanere sterile e dimenticato nei

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