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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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gni, mentre il vecchio giungeva sino a cento quindici: ed era questo il campodi altre discussioni, conciossiachè alcuni riputando troppo sottili i già erettipilastri che dovevano sostenere la volta di mezzo, divisavano di accorciarli :di questo numero era il Palladio 5 e la questione non era finita nè anco moltianni dopo. Per tutte siffatte conghietture io credo rifiutali i due disegni pal-ladiani di un solo ordine, ciascuno di sei grandi colonne nel mezzo, quattrodelle quali rispondevano alla nave principale, le altre alle mezzane: tre pila-strini decoravano le due ali delle capclle: meglio del s. Francesco della Vignaquesto pensiero ci richiama per la dimensione quello di s. Pietro a Castello.Rimaste adunque senza effetto le due invenzioni, di cui dico, nè potute vin-cersi le difficoltà suscitate contro l’esecuzione del primo accomodato di con-serva col Terribilia, il Palladio era entrato nella lotta colla prova del disegnoa tre ordini, di cui io avea preso a parlare. Era inevitabile che l’arte do-vesse sacrificare al luogo: l’Algarolti si è fermato a notare la cornice del pri-mo ordine rotta dal fastigio della porla, e l’architrave della medesima ta-gliato dall’arco che volta sopra gli stipiti di essa. Il lettore si rammenti siffat-te licenze nella loggia di Vicenza e nel palazzo di Maser. Qual si fosse il giu-dizio portatone ai suoi giorni meglio non si può dire che recando una letteradel 2 4 novembre di quell’anno 1578 dell’architetto Bolognino, a cui questavolta il co. Giovanni Pepoli aveva spedito il disegno del Palladio^ essa dice:«illmo. mio sre. ossmo. Ilebbi grandissimo piacere intendere la risolutionepresa da V. S. intorno la fabrica di Sto. Petronio , perchè ella era quella chetante volte accennai a V. S. in molli raggionamenti fatti con lei, ma quandoviddi il dissegno mi ci conformai tanto maggiormente, perchè mi parve chePalladio, secondo il suo solito, havessi così bene accomodato ogni cosa che ve-ramente non si poteva far meglio: et s’io fussi stato di quella autorità cherichiederla una tanta opera, io havria rimandato il dissegno senza mostrarload altri, ma per non esser troppo prosuntuoso del mio iudilio, et per nonmancar a quanto V. S. mi cometeva, l’ho voluto ubidire, così bollo mostratoa mess. Giacomo della Porla, homo che ha nome de’ migliori, che ha la curadi Sto Pietro qui in Roma e de tutte le fabriche principali publiche e private,et per quello che appare del suo di buon iuditio nell’architettura. Il qual su-bito che vidde il dissegno si raccordò di S. Petronio , essendosi doluto per litempi passati che quella fabrica fosse seguitata in così mala maniera di archi-tettura, cosi si rallegrò che si pensasse hora di accomodarla secondo il modo

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