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del dissegno, quale lodò infinitamente, et massime nella struttura e composi-tione, poi nelPaccomodamenlo col vechio, et in tutte le altre parti • et perchèvolsi non solo questa laude e comprobatione universale, ma ancor alle partispeciali di ogni cosa, l’ho tenuta qui per due hore esaminando ogni cosa,dove, perchè alcune volte secondo le opinioni degli homini si sogliono alcunecose far diversamente, ha raccordate alcune cosarelle, che io ancor ne hoavertite qualchune, le quali son certo che poco rilevano, et che! sig. Palladiogl’havrà la ragion pronta $ non dimeno se parerà a V. S. con quella destrezzaraccordarle, perchè potria ancor esser che non si potesser far altripiente, etche ancor esso nel finir la fabrica le giungerla et l’andaria accomodandocome si sol comunemente fare, però l’ho cosi scritte appartatamente, perchèV. S. possa conferirle avanti che ne facci motto, per intender se son raggio-nevoli, o se pur egli è stato necessitato a farle nel modo che stanno perchèchi non ha il dissegno della pianta esattamente, o chi non vede la fabbrica ineffetto, non pò iudicar cosi ogni cosa a puntino, et perciò bisogna rimettersial Paladio , che ha veduto e misurato ogni cosa, queste cose dunque così leg-giere, come elle sono, si dicono solo per poner in consideratione, et non per-chè non si creda che sieno state ben intese et studiate, scrivo anco a mess.Domenico un mio pensiero che non è spiacciuto, quando si possi adattar allafabrica fatta, il quale egli vedrà se si pò accomodar, et ne raggionerà occor-rendo. Ilora mi resta solo a dire a V. S., che, poiché si è presa cosi bona ri-solutane, et che il dissegno è ridoto a bon termine, che V. S. facci cominciaranimosamente; ma le dico bene che sei dissegno non saria ben inteso da chilo iKivrà da poner in opera, et che non sii usata diligenza al disegnare leparti che vi bisogneranno, che non si sarà fatto niente, perchè il dissegno èuna gran machina, et vi son molte cose difficili da poner in opera, et da es-ser ben intese: però è da haver gran riguardo a chi havrà questa cura, et V.S. dovrà cosi bene considerar questa parte quanto è stata questa del dissegnoe perchè so che lei sa quanto importi, so ancor che la governarà prudente-mente. Il dissegno è stato veduto ancor da altri intelligenti, li quali lo lau-dano sommamente, sendo certi chel Palladio resecarà alcune cosette, et negiungerà alcune nel ponerlo in opera. Non ho voluto poi difundermi a mo-strarlo a tanti, perchè saria stato un farsi poner il cervello a partito senzaraggione: basta bene che li boni l’hanno veduto e laudalo, si come a mio iu-dicio merita esser laudato. In tanto s’io havrò servito V. S., mi sarà mollo