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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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del 1 4 marzo di quell’anno, con cui il cardinale s. Sisto risolveva brevementeal co. Pepoli presso che tutte le questioni : « Havendo visto quanto V. S. miha scritto con una sua dell! VII in materia della fabrica di s. Petronio nonho mancato darne conto a nostro Signore et Sua Sta dice in somma che nonsi debba altrimenti fare il portico: et circa alla nave di mezo, quando ci siadubbio delli pilastri che potriano causare disordine per il gran peso, come ellascrive esser opinione di alcuni, Sua Beatitudine dice parimente che si potràfare il soffitto, come si è fatto in molte altre chiese, et particolarmente inRoma a s. Giovanni Laterano et a s. Maria Maggiore et a Aracaeli. chè quantooccorre farle sapere» (pag. 422). Pare che il Palladio sì tosto non ne fosseinformato, perchè il 25 aprile mandava i disegni della facciata, soggiungendodi essere per mandare le sagome del portico, quando ne fosse avvisato ( 82 ).Rilevasi ancora da quel breve scritto che il Palladio in questi tempi sia statoun’altra fiata a Bologna , dicendo che dispensavasi di mandar disegno e mo-delli del capitello e della base dell’ordine ionico che aveva fatti colà; appareeziandio la preferenza ivi accordata all’ordine ionico, da lui proposto indiffe-rentemente che il dorico , pel primo ordine della facciata.

Io credo che dopo quest’epoca il Palladio non venisse di vantaggio inter-rogato: immaturo fine della vita doveva anche ben tosto colpirlo. Il cardinalerimettendo al Pepoli il giorno 8 giugno del 1580 tutti i disegni fino alloraconsultati senza preferirne alcuno, ingiungeva che, escluso il portico, la fac-ciata si terminasse in modo di accompagnare il cominciato, non però total-mente alla todesca ; per questa guisa il campo restava tuttora aperto alle dis-cussioni: il Reggimento della città risolveva il 16 novembre di quell’annoche da diverse parti del Tibaldi si accomodasse quello del Terribilia : era peròben lungi che gli animi si fossero accordati. Entrava nuovo nella disputa ilPellegrini, ricordato in queste Memorie all’uopo della sua contesa con Mar-tino Bassi; portato al paro del Terribilia allo stile gotico, chiamava un com-posto di architettura moderna barbara quei disegni che all’ordine antico ese-guito accoppiavano forme recenti ; e correggendo alcuni punti del disegno ap-provato dal Reggimento laudava il parer di quelli che attendessero a ridurreil tempio a forma di architettura tedesca, i precetti della quale diceva più ra-gionevoli di quello che altri pensa. Questa nuova autorità non bastò a per-suadere le menti, alle quali apparavasi sempre novella difficoltà tosto cheun’altra sembrasse rimossa. L’altezza della volta traeva a se gli studii degli