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Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio : pubblicate nell'inaugurazione del suo monumento in Vicenza li 19 agosto 1845 : colla serie de ventisette scritture del medesimo architetto / in parte inedite ed ora la prima volta unite dall'abate Antonio Magrini
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originale della sua sepoltura nella chiesa di s. Corona, in cui due anni primail figlio Siila avea fatto l’acquisto, già ricordato, di un luogo tra l’altare dis. Giovanni e quello dell’Epifania: i registri contemporanei del convento an-darono distrutti, non saprei dir come, nella peste del 1630. II Zigiolti negliatti accademici cosi continua della morte del Palladio: «Fu sepolto nella chiesade’ PP. Domenicani a s. Corona, accompagnato da tutti li accademici che sitrovarono in città, e gli fu recitata l’orazione funebre dal sig. Valerio Belli ,ed estese poi la sua onorata vita M. Paolo Gualdo parimenti accademico ». IIlodalo compilatore scrivendo le sue memorie intorno il 1 750 avea sotl’occhionon solo i libri dell’Accademia, che cita col recapito A. 29, ma la vita stessadel Gualdo scritta l’anno 1615 e stampata la prima volta nel 1749, nellaquale si ricordano le sopra riferite circostanze con poco differenti parole. Dellaqualità della morte del Palladio aggiunge ragione di curiosità quest’altra notaaccademica: «adi 25 agosto 1580. Essendo morto l’Ecc. Palladio , et doven-dosi farli le sue esequie, il Signor nostro Prencipe volse far ridur il Consi-glio, ma per brevità del tempo, come tutti sanno, non fu possibile, onde perosservatione delle leggi l’anderà parte, che tutto quello che averò fatto siaben fatto: passò di tutti i voti». A mantenerci la oscurità delle ultime me-morie della vita del nostro architetto andò pure perduto l’elogio recitatoglidal Belli, nipote del celebratissimo incisore, di cui portava il nome, e che daalcuni fu creduto autore di quella lode, avvegnaché morto da oltre sette lu-stri. Arroge la mancanza del testamento indarno cercato in addietro e in pre-sente, sicché è un desiderio fuori di speranza quello del ritrovarlo, se peravventura un precipitoso fine non impediva a lui quell’estremo atto di vo-lontà, perchè cosi ci fossero nascosti ad un modo i documenti irrefragabili delsuo nascere, del suo sponsalizio e del suo fine, con sorte eguale a quella deisuoi genitori e dei suoi figli; nè certo la rivelazione di questi documenti sariatornata infruttuosa a parecchi punti importanti che oggi non sappiamo nem-men calcolare: di tanto ci volle esser invidioso il tempo, che ai gran nomi fuognora gran nemico. Ma di altri desiderii ci è forza accompagnar la storia dellafine del Palladio . Gli Olimpici il sesto giorno dalla morte di lui prendevano ilseguente partito: «adi 25 agosto 1580. In Consiglio ec. : Desiderando l’Ac-cademia nostra di honorare, quanto ella può, la memoria dell’eccmo architettoM. Andrea Palladio nostro accademico benemerito, si per rendersi in parte ri-cordevole de’ benefizii ricevuti, come anco per dar animo agli altri accademici