45à verſo delle ſuperficie de loro minimĩ, onde ſenza ſe ·pararſi affatto, ne perdere la propria viſcoſità, vadanociaſcuna al proprio luogo; ma perche le parti delfarianon cosi à quelle di que liquidi ſi confanno, che poſsa-no frà minimo, e minimo di eſſe ſcorrere agiatamente,& all incontro hanno frà ſe qualche viſcoſità, che im-pediſce il ſepararſi; e dar adito ſufficiente albaria perquel foro, quindi naſce il non potere darſi luogo frã lo-ro, fra le ſtrettezze di quel foro; e dalla ſteſſa cagioneprocede, che accoſtando Forificio di quel vaſo a Iiquo.ri aſſai diſſimili dall acqua, come ſarebbe Folio, eglinon meno dell aria reſta à diſotto ſenza penetrarui percondurſi al ſuo luogo, poiche le ſuperficie de ſuoi mi-nimi, ſe bene frà ſe aſſai bene s adattano, ond'è, che egliha molta viſcoſità, non cosi però con quelle dell acquaſi confanno, che poſſano, pet cosi dire, ſtriſciandoſid' vna sũ f altra penetrare à loro luoghi. 2K.Ed ecco; come da queſte dottrine ſi deducono, co·-me tanti corollarj, manife ſte le cagioni di tutti głeffet.ti da noi oſſeruati in queſte eſperienze: Poiche primie-ramente non ci reſta oſcuro da intendere, perche in vncannellino bagnato dentro più velocemente aſcendaacqua al ſuo luogo di quello faccia, quãd egli e aſciut·to, poiche per bene, che ſi accomodino le particole del-acqua alla ſuperficie del vetro, non però hanno con leparti di lei quell intera ſimilitudine, che hanno fra ſemedeſime, oltre che, per diſporſi, e coordinarſi appreſ-ſo quella ſponda, richiedono qualche ſpatio di tempoà pri-
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Pensieri fisico-matematici sopra alcune esperienze fatte in Bologna nell'Accademia Filosofica... intorno diversi effetti de' liquidi in cannuccie di vetro et altri vasi / espressi dal dottor Geminiano Montanari...in un discorso da lui fatto in essa Accademia
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