BASILICA LATERANENSE
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Questa fabbrica, secondo il Ciaconio (in Vita Bonifacii Vili, voi. II, col. 302) consisteva inun portico ed in una loggia di marmo.
Ma tante cure per la conservazione e il decoro di una Basilica sì cospicua dovevano esserein un sol giorno quasi del tutto distrutte. Pochi anni erano trascorsi, da che i due ponteficiultimamente nominati aveano, per cosi dire, rinnovata la Basilica, quando nell’anno 1308 sottoil pontificato di Clemente V , si manifestò nella medesima un incendio; e tale ne fu la violenza,che, non valendovi riparo, distrusse in breve la Basilica in un coll’annesso Patriarchio, oPalazzo Pontificio, e coll’abitazione dei Canonici. — Concordi sono gli Storici tutti nel riferire,che la cappella di S. Lorenzo e poche altre parti, fra le quali la tribuna detta Sanala Sancloram,rimanessero illese fra le fabbriche all’intorno. — Appena riseppe l’infausta notizia di taleincendio Clemente V , si adoperò con tutto il zelo al riparo di tanto disastro; ed eccitando lapietà de’ fedeli a concorrere alla santa opera, e raccolti co’ paterni suoi eccitamenti abbondantisoccorsi, fu in istato di mandare nell’anno seguente da Avignone grandi somme per lariedificazione della Basilica. Nella qual cosa le cure di quel pontefice sortirono un effetto sìprospero, che risorse ella più bella e ricca che non era in 'prima siccome narra Giovanni Villani ( loc . citi). — Però questa nuova fabbrica ancora esser doveva di lì a non molto consuntadal fuoco. Nell’agosto del 1361, cinquanta anni circa, cioè dopo la riedificazione fattane daClemente, essendo pontefice Innocenzo VI , fu devastata nuovamente la Basilica per altro incendio,contro la cui violenza ancora non valse riparo. — La Basilica adunque, allorché ascese alpontificato Urbano V , successore d’Innocenzo, trovavasi in tale stato; di cui breve ma pateticaè la descrizione che faceva il Petrarca in una sua lettera allo stesso Urbano V , nella qualeenergicamente dolevasi, ch’ella sen giacesse a terra, e che la madre di tutte quante le chiese,priva di tetto, aperta fosse ai venti ed alle piogge: Lateranum humi iacet, et EcclesiarumMater omnium ledo carens et cenli.s palei ac pino He. Questo pontefice pertanlo, allorchétornò da Avignone in Roma , ne ordinò la riparazione: e così per le sue cure nuovamenterisorse questa Basilica. Anche a questa riparazione ebbe parte la pietà de’fedeli: dappoichéalcune iscrizioni con la data del 1364-1365 ne attestano, che taluni devoti fecero a loro spesealcune colonne onde rimpiazzare quelle che il fuoco aveva atterrate o più notabilmenteguastate. — Gregorio XI , che era stato Arciprete della Basilica, la decorò fra le altre cose diuna bellissima porta di marmo pario, elegantemente lavorata, al nuovo ingresso ch’egli vi aprìdal lato settentrionale nella nave traversa. —Devesi a Martino V il vaghissimo pavimento dellanave maggiore; il quale pontefice altri ornamenti ancora qui aggiunse di belle pitture per manodi Pietro Pisano, o piuttosto di Pisanello ; dappoiché costui aver qui lavorato insieme con Gentile da Fabriano , per ordine appunto di Martino V , ce l’attesta il Vasari , dal quale pure apprendiamo,che questi allogata avevano una parte del lavoro della Basilica al Masaccio. — Quindi Eugenio IV fece rivestire di muro quasi tutte le colonne della nave maggiore, che guaste aveva lasciatel’incendio, ed aggiunse gli archi agl’intercolunnii. Nè a queste cose soltanto si limitò la suacura verso questa Basilica, che vi fece pur fabbricare la grande sacrestia, che ora serve peruso de’Canonici. — Troviamo in appresso, che Sisto IV la riducesse a più dignitoso aspetto,ne rinnovasse il campanile ed i muri laterali, ne facesse lastricare le navi minori, ed aggiungesseancora degli abbellimenti al prospetto sopra il portico. — Fu Alessandro VI , che fece ergere quelgrand’arco sorretto da due grosse colonne di granito che sovrasta all’altare papale, facendorinnovare in quella parte anche il tetto della Basilica. — Che Leone X vi apprestasse alcuneriparazioni e vi rinnovasse alcune cose, egli è certo; ignorasi peraltro quali in ispecie questesi fossero. — Pio IV ne rifece di bel nuovo il campanile, ed il muro del lato settentrionale,ove aperto aveva il nuovo ingresso Gregorio XI , e volle che si abbellisse il prospetto di questolato ancora a guisa di facciata. Dopo aver però in tal modo accresciuto l’ornamento della Basilicanell’esterno, volse l’animo ad impresa che esser doveva di ben maggior decoro all’interno della