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BASILICA LATERANENSE
Basilica stessa, vogliam dire al magnifico soffitto che tuttora ammirasi nella nave maggiore, edi cui egli rabbellì. Negli ornamenti di questo ebbe parte ancora il suo successore S. Pio V ,che il condusse a compimento; ed il cui stemma unitamente a quello di Pio IV fra giuntaglidel soffitto medesimo si scorge posto a memoria di sì bell’opra. — Fu per cura di Sisto V chel’ingresso della Basilica aperto a settentrione, il quale sebbene non sia il principale è tuttaviail più frequentato, venne decorato con disegno di Domenico Fontana del portico a due ordini ;dal superiore de’ quali, fatto ornare dal medesimo Sisto di pitture rappresentanti varie Storiedel vecchio Testamento, solevano i Sommi Pontefici dare la benedizione al Popolo, pria cherinnovata venisse la facciata principale della Basilica. Nè vuoisi tacere, come per opra dellostesso pontefice sorgesse dai fondamenti sul luogo dell’antico Patriarchio, di cui non restavanoche pochi avanzi ruinosi, il magnifico Palazzo Apostolico , che accresce ornamento al prospettodella piazza; alla quale aggiunse altro nobile abbellimento, facendo ergere nel suo mezzo,rimpetto alla gran via che dal suo antecessore Gregorio XIII era stata aperta fra questa Basilicae la Liberiana, quel grandioso obelisco che è il maggiore di quanti in Roma se ne veggono, eche giaceva allora sepolto in tre pezzi fra le rovine del Circo massimo . Il già nominato architettoFontana fu quegli che diresse tanto la fabbrica del Palazzo, quanto il restauro, il trasporto el’innalzamento dell’obelisco. — È dal principio del secolo XVII, che conviene stabilire quasiun’èra novella per questa Basilica, la quale in men che un secolo e mezzo, sotto cinque pontificati,rinnovata fu ed abbellita, in una parola, portata a quel grado di magnificenza che vi si ammira,perdendo però sventuratamente l’antico carattere basilicale. Apre la schiera dei più insigni suoibenefattori, nei tempi a noi più vicini, Clemente Vili, il quale fece rifabbricare la nave traversa,dandone l’incarico all’architetto Giacomo della Porta . — Minacciava poco appresso rovina latribuna, ed a ciò prontamente diè riparo il pontefice Alessandro VII , facendola tutta restaurareed ornare nel 1663, come ne fa fede l’iscrizione che leggesi nella sommità della faccia del suogrand’arco. Un ornamento insigne ripete pure dallo stesso pontefice questa Basilica, cioè leimposte di bronzo di cui è fornita la maggior porta, le quali qua per suo ordine furono trasportatedalla chiesa di S. Adriano. — Ai riferiti due pontefici, che di una parte così cospicua avevanopreso tal cura da non lasciar nulla a operarvi, succede nel novero di cotesti restauratoriInnocenzo X , il quale volle rinnovare tutto il resto della Basilica. Ordinò egli pertanto, che sirestaurasse o, per meglio dire, si rinnovasse la Basilica, conservandone al tempo stesso, perquanto si poteva, le antiche mura; ed affidò l’esecuzione di questa sua grande idea al cavaliereBorromino, dandogli per Consigliere e Direttore monsignor Virgilio Spada Elemosiniere pontificio.Nell’anno del Giubileo 1650 era già terminata la fabbrica. — Quarto ci si presenta nel noverosopraddetto Clemente XI , il quale intraprese ad ornare la rinnovata Basilica; ed a tale effettovolle che nelle grandi nicchie o tabernacoli venissero collocate altrettante statue; e che gli ovatiin alto superiormente ai tabernacoli stessi, con pitture venissero decorati. — Era riservato adun altro Clemente, il XII, di dare, per così esprimerci, l’ultima mano alla fabbrica ed all’ornatodi questa grandiosa Basilica. Fu per ordine suo, che nel 1734 sorse la nuova facciata conarchitettura di Alessandro Galilei : e fu pur egli che con disegno del medesimo architettoaggiunse nell’interno della Basilica un magnifico abbellimento, facendovi costruire la nobilissimacappella, che dal nome della sua Famiglia, alla quale appartiene, viene detta Corsini o Corsiniana.Sotto il pontificato di Pio VI nuovi risarcimenti furono eseguiti nel grandioso soffitto dellamaggior nave. Leone XII onde provvedere alla conservazione de’ preziosi musaici della tribunali fece completamente restaurare; ed assegnò inoltre una cospicua somma onde accorrere adaltre riparazioni di cui abbisognava la Basilica.
Non sarà inutile ricordare che ben dodici Concilii , altri generali altri particolari, venneroadunati in tale Basilica, e dalla medesima nominati Lateranensi. 11 primo vi fu tenuto daS. Martino I nel 649, in cui furono condannati Ciro, Sergio, Pirro , Paolo, Teodoro, ed altri