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Volume terzo.
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BASILICA LIBERIANA

presso la sacrestia un magnifico fonte battesimale; con farne restaurare e ripulire i musaici, etutti gli altri ornamenti, e con aumentarne le rendite.

Ai pontefici sopra notati conviene aggiungere molti cardinali ancora, ed in particolarearcipreti che molto operarono per la Basilica. Fra essi faremo più speciale menzione di Giacomo Colonna , il quale oltre la gran parte avuta in ornare di musaici la facciata e la tribuna anchenella parte esterna, eresse pure in questa Basilica più cappelle. Il corpo di questo benemeritoArciprete è sepolto presso laltare maggiore della Basilica nel pavimento del Coro, ove da Avignone ,in cui morì nellanno 1318, venne trasportato. Il cardinale Nicola Capocci pure Arciprete viedificò una cappella, intitolandola a S. Lorenzo martire. Questa fu poi distrutta per dar luogoalla Borghesiana. Cotesto Arciprete ancora, morto nel 1368, ebbe qui sepoltura nellaccennatasua cappella. Nel secolo seguente i cardinali Francesco Bandi e Guglielmo de Estouteville, dettoil cardinale Rotomagense, ambidue arcipreti, vi eressero il primo, una cappella in onoredellAssunzione di Maria Vergine e di S. Francesco. Laltro, oltre i ricchi donativi fatti allaBasilica, ne riparò le navate minori, cuoprendole di vòlte, aprì le due porte laterali alla tribuna,corrispondenti alle navate medesime, restaurò il campanile, adornò il tabernacolo del maggioraltare con quattro colonne di porfido e con altre decorazioni, e vi costruì una cappella dedicandolaal S. Arcangelo Michele ed a S. Pietro ad vincala. Per opera del cardinale Guido Ascanio Sforza , anchesso Arciprete , sorse nella Basilica la nobile cappella dedicata alla Vergine Assunta,con disegno di Michelangelo Buonarroti . Questa dopo la sua morte accaduta nel 1564, a normadegli ordini da lui dati venne fatta condurre a termine, colla direzione di Giacomo della Porta .Contemporaneamente quasi alla fabbrica dellanzidetta cappella Sforza, altra ne venne qui costrutta,o più veramente rinnovata dai fondamenti, dal cardinale Federico Cesi in onore di S. Caterina,ponendo nella medesima un monumento al fratello Paolo pur esso Cardinale e Arciprete dellaBasilica. Questo cardinale, che mancò nel 1565, trovasi anchegli qui sepolto. Fra i tanti insigniporporati suoi arcipreti si onora in special modo questa Basilica di S. Carlo Borromeo , il qualeper otto anni ritenne tale dignità, che rinunciò nel 1572, lasciando in essa Basilica monumentidella sua pia generosità e del suo zelo pel divin culto: dappoiché oltre molti donativi di sacresuppellettili, rinnovò più magnificamente il Coro dei Canonici, ed instituì Beneficiati e Chiericipel miglior servizio del Tempio. Sulla fine del secolo XVI erane Arciprete il cardinale Domenico Pinelli , che qui sta pure sepolto innanzi alla Confessione: e molto egli fece a vantaggio e decorodi questo edilìzio, avendo in ispecie fatto diligentemente restaurare le storie in musaico ne murilaterali della gran nave, e supplire con altrettante pitture, che il musaico imitassero, talunide quadri o in tutto o in parte periti ; ed avendovi aggiunto in alto fra le finestre le altre storiein pittura, come similmente pure decorò la vòlta fra barcone, detto ancora arco trionfale, e latribuna.

Oltre i nominati, non mancarono in ogni tempo altri ancora di concorrere allornamentodi questa Basilica. Leggiamo infatti, che il bel pavimento di essa venne eseguito nel secolo XIIa spese di Scoto e suo figlio Giovanni Paparoni le cui figure equestri nel mezzo di esso tuttorasi osservano delineate in una lastra di marmo con le indicazioni dei nomi respettivi: e checirca la metà del secolo susseguente, cioè nel 1256, da Giacomo Capocci e Vinia sua mogliefu fabbricato laltare situato già nella nave maggiore, e detto di tutti i Santi o delle Reliquie.Laltro altare, che trova vasi nella stessa nave dal lato opposto, e che dicevasi di S. Gregorio,e anteriormente della B. Vergine, dappoiché nel suo tabernacolo conservavasi lantichissimaImmagine che ora si venera nella cappella Borghesiana, fu costruito dal Senato Romano . Sulprincipio del secolo XIV, nellanno cioè 1304, un tal Giovanni de Stephanis de Normandis lasciòper testamento una cospicua somma, onde qui si fabbricasse una cappella a S. Silvestro; e lasua figlia di nome Tommasa, imitando la pietà paterna nel 1348 testò egualmente a favore ditale cappella, instituendola erede di tutti i suoi beni dotali. Circa il 1400 da Stefano di Paolo