Tuttoché contento di tutta la serie di mie os-servazioni, non potcano riposarsi le mie idee, fin-ché non avessi trovati quei veri monumenti indi-cativi la maniera, di cui servironsi i Siciliani nel-la coltivazione della canna , e dei processi tuttiche l'accompagnavano. Questo primo anello, col-le circostanze che l’associavano, potea solo indicar-mi i mottivi di un totale abbandono facendoneun confronto co’ metodi posteriormente inventati,e perfezionati nelle colonie americane.
Sia r azzardo , o 1' ostinazione irrequieta delmio progetto, rinvenni in polverose e sdrucitecarte un contratto di società , stabilito nel 1597fra due ricchi proprietarii per l’andamento, col-tivazione e manipolazione dei prodotti zucche-rosi nei trappeli di Calatabiano , e Fiumej'reddo „I patti, le condizioni in esso contenuti sono tali,che ne ho ricevuti i più completi, e soddisfacen-ti lumi per tutto ciò, che io avea da molto tem-po inutilmente ricercato.
La prima inaspettata scoperta mi presentò de-gli altri monumenti , onde sapere e conoscere intutta la latitudine del termine tutte le operazio-ni , che accompagnavano la canna dal suo nasce-re fino all’ ultima stilla del suo sugo, che la ma-no industriosa dell’ uomo sapea strappare dal suodovizioso midollo -, e con quei successivi documen-ti seguendola per due secoli , mi. ritrovai quasi