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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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ginita. Giova pei’ò (li aggiungere . die Dioscori-<le dopo di aver parlalo della forma esteriore diquello zucchero indiano simile al sale volgare ,conchiude con assegnarne le sue qualità in questitermini : » Est illud alvo idoneum , et stomacho» utile si aqua dilutum hiliatur. Yexataj vero ve-» sicae , renibuscpie auxiliatur. » Dioscor. c. io4de saccliaro. Particolarità forse non presente allasagacità del sig. Dutrone , che non avrebbe man-cato di conoscere , che il nostro zucchero non ènè astringente, nè corroborante, e che tutte quel-le qualità sono adattabili al sacar ossia tabaxir ,che differisce dal candito, come egli ne pretende.

Non devo né anco tralasciare una circostanza,che parlando Galeno del preteso zucchero dell’ In-dia e dell’ Arabia , si esprime : » sachar quod ex» India , alque felici Arabia convehitur in cala-» mis, ut ajimt, concrescit, et ipsurn mellis est» species , minus nostrali dulce (i).

Conservò il sachar del mambu senza punto la-tinizzarlo in saccharum , e riducendolo nella spe-zie di miele lo qualifica come men dolce del vol-gare delle api. Par dunque che si parli assoluta-mente del tabaxir , che lascia la sua primitivadolcezza qualora comincia a stillare in forma di

(0 Liti. 7 , Simp. MeU.