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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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» que datione aliqua molendinutn unum ad molen»» das cannas mellis quod saracenice dicitur masara» cum omnibus justitiis et pertinentiis suis (i)».

Questo, privilegio che conferma pienamente 1’ e-sistenza in Sicilia ne' tempi di quel sovrano, del-le fabbriche da zuccheri, non distruge , anzi viepiù corrobora, che anco ne’ tempi del primo con-quistatore Ruggieri era già provetta quest’ arte ,mentre vi erano de’ zuccheri in tanta quantità ,che non ^sfuggirono V attenzione immediata di quelsovrano. Sviluppa nel tempo istesso quell’ idea ,che dovea credersi introdotta in Sicilia anco priadel Conte Ruggieri una complicata manipolazione,che abbisogna di moltissimi anni pria che giun-ga alla sua perfezione. Quanto tempo non è scor-so dopo l’introduzione della canna in America per

» congettura una ruota da pietra da molino vicina al quartiere,» ma più vicina alla chiesa dell.’ ospedale de’ sacerdoti , inco-» minciata nel 1697 da D. Ferdinando Bazan cittadino , ed» Arcivescovo di Palermo.

a» Era in piedi questa porta regnando G-uglielmo II Re di!» Sicilia , da cui si fece donazione del sopradetto moline» ma-» stira vicino di questa porta alla chiesa di Morreale. Le an-tiche porte di Palermo non più esistenti , del D. D. GaetanoGiardiua opera postuma in Pai. nella stamp. Gramignani 1732c. 5, p. 14 c seg.

Pirrh. not. 3 Eccl. Moiitcreg. t. 1 ? pag. J[o2.

(1) Pirrh. ut sup. t. 1 , pag. 402.