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ridurre a vero stato di perfezione lo zucchero dicui tuttora si fanno delle ripetute sperienze perpurgarlo e raffinarlo? Il Conte impose un dirittosopra lo zucchero , che non dobbiamo immagina-re manipolato al momento stesso di sua entrata.Il Re Gugliel mo fra le altre immense largizionifatte alla chiesa di Morreale vi aggiunge quellad’un trappeto a zucchero, che dovea considerarsicome un fondo non iudillercnte d’una sicura pro-prietà.
A tutto ciò, amo ancora aggiungere, che quan-do P augusto donante volle donare , non si con-tentò della sola espressione niolendinum ad mo-Icndas cannas , che sarebbe stata sufficiente perfarne comprendere la sua intenzione, ma volle ca-ratterizzarla nelle vere forme di univoca signifi-cazione (juod saraccnice didlur tticisara per di-notare, che la seconda parola era la tecnica espri-mente una quasi proprietà d’ invenzione araba , enou siciliana ; ciò che in. periodo tanto circoscrittoautorizza quanto da me è stato finora scritto nonsolo per gli autori di tale invenzione , come perla considerazione di un articolo tanto utile e pre-zioso in tulli i suoi rapporti.
Lo spazio tra Normanni e Svevi è troppo cor-to per poter citare de’ documenti analoghi allacanna e suo prodotto. Una sola volta sotto l’Im-peratore Federico se ne fa un passaggiero cenno,
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