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Nasce un secondo dubbio non meno sostanzialepel primo quando si considera cbe a tenore delconsiglio datogli da Fallainonaco avea mandate lesue lettere a Riccardo Filangieri per rinveniredue prattici nell’ arte dello zucchero , e mandarliin Palermo per istruire gli altri sulla scienza ditale industria. Ma ove trovavasi Riccardo Filan-gieri per poter subito eseguire gli ordini dell’ Im-peratore relativi a cognizione sull’ arte dello zuc-chero ? No certo in tutta 1’ Europa , die non co-noscea quella pianta , e mollo meno 1’ arte di e-strarne lo zucchero. Resta dunque di supporlo nel-l’Asia qual uno di quei , che furono destinati acondurre delle truppe pella spedizione delle Cro-ciate. In questa supposizione la commissione dicui si parla, poteva bene aver luogo, perchè tut-te quelle contrade come la Siria , Tripoli ec. , ovefu il teatro delle guerre tra i Cristiani e gli A-rabi , erano ricoperte di canne zuccherine , comelo era l’Egitto . Ma possedevasi ugualmente l’ar-te di manipolare lo zucchero ? Autore di qualchenome descrivendo il triviale e ridicolo uso da ca-varne e sugo e zucchero, di maniera tutta stra-na , conchiude , che tutto quell’ impasto presen-tava una qnasi polenta, che risultava da sostanzazuccherina, acqua e pane, mollo salubre quando