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vilimento indusse quel Re ad accordare una certaremissione temporanea, come ugualmente lo fusotto l'infante Giovanni nel r 4- 1 5. Ma quelli era-no de’ rimedj piuttosto palliativi , e del momen-to , ma non già eradicativi. Qual sia stato ilprodotto zuccherino nell’ intermedio governo Ara-gonese, una presunzione fondata sopra essenzialifatti può fornire bastante idea per concepirnepiuttosto decadenza che floridezza. Niccola Spe-ciale , che tanto Lene scrisse la storia da’ tempidi Carlo d’ Angiò fino alla morte di Federico II d’ Aragona, avrebbe potuto dare ragguaglio esattode’ destini successivi di quella pianta , ma di luinon troviamo, che una sola espressione, che ciconduce a credere, che in Sicilia si continuavaa far conto del suo prodotto , quando per fattod’ armi accaduto in Siracusa fa menzione dellatorre sopra la porta de' zuccheri ( 1 ). E da ciòpossiamo vantaggiosamente dedurne , che vi erauna certa produzione di zuccheri, che già s’im-mettevano nella città esistente sul littorale di Si-cilia \ qual luogo per altro il più meridionale del-l’isola, adatto più degli altri alla felice vegeta-
(1) Clcricos tameii illos, qui ad majorcs gradus forsitan aspi—rautes tiurim supra portttm Saccarioi uni positam, hostibusprodere satagebant, gravi quidem 3 et ultima castigai* 011 ® inu l-tayit. L. 4, cap. j, pag. 389.