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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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cento, indizio certo d’ una cultura accresciuta perdieci gradi di più ; ma dall’ altra parte io noniscorgo una provvidenza tale da risvegliare un in-coraggimento di natura ad uguagliare tutto il sud-detto risalimento. E in tal punto bisogna di duepossibili verità abbracciarne una , o di smisuratoprezzo nelle vendite de’ zuccheri, o di diminuzionenotabilissima nelle gravezze. In difetto di tali sod-disfacenti schiarimenti, contentiamoci de’ fatti, chedanno come sicura la floridezza di quella derrata,e le conseguenze devono corrispondere, di qualun-que siasi modo.

Dovea con effetto esser tale la fama di quellaassicurata prosperità per attirare le premure delPrincipe Errico Reggente di Portogallo al possessod’ una pianta, che n’ era la causa. 11 governo diSicilia a cui ne fu fatta nelle dovute forme l’in-chiesta, si arrese gentilmente per via di corrispon-dente dispaccio ai lodevoli desiderj di quel di-stinto personaggio, che premurosamente ne la fe-ce trapiantare in Madera, da lui scoperta nel1420 (1).

doppio risultato sotto Ferdinando il Cattolico , la quantità nonpoteva eccedere le salme duecento ; questo solo basta per co-conosccrc 1’ enorme differenza tra i vantaggi della canna , e delgrano; in altro luogo ne daremo prova più convincente.

( 1 ) 11 lui fournit sculcment cles scinences des plautes, et desanimaux doroestiques coniuls eli Europe , mais prevoyaut cu-