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tamente verificarsi la benefica influenza di chi go-vernava. E molto noto ne’ nostri fasti il risorgi-
mento delle arti tutte accadute sotto Alfonso (i),
che io rapidamente accenno pella sola parte, che
riguarda la materia che io tratto. Non v’ha duhbio,
che in pochissimi tempi si vide
risalire la gabell.
sulle canne ad onze mille (2), mentre prima era di
(1) 3> Fu sotto Alfonso sapientissimo Re a cui deve U Sicilia
» il risorgimento dell’industria e delle arti, che fu assai pro-» mossa questa cultura. E di fatti attesta nel j4i 6, che la di-» ligonza, ed il travaglio degli agricoltori si era in modo riti'” vigorito nel coltivare le canne di zucchero, che la gabellaj> valeva già onze mille. E valutandosi essa allora ad onze dieci,» e tari io per ciascuna salma di terra messa ad una siffatta cui-» tura, egli può argomentarsi quanta estensione di terreno fosse
» allora di cannamele ripiena. Sotto Ferdinando il Catto-
3> lico, avvegnaché la estrazione dei zuccheri fosse riputata quasi» dell’istessa utilità, che quella dei grani, pure il Parlamento» del 1 5 1 5 rappresentò , che i diritti, e i daij dell’ estrazione« erano in modo gravosi , che 1' arte e gli arbitrj da tirar lo« zucchero erano sensibilmente mancati, onde che il He accor-» dò per un decennio la remissione dei dritti di estrazione, c» della gabella delle cannamele. Questa salutarissima provvi-» «lenza di agevolare l’ esportazione delle nostre derrate fu di» assai efficacia a far risorgere nelle nostre campagne 1’ anzi-w detta cultura. Greg. Notiz. di Sicil. 1791 pag- 4 °i 4 1 *
(2) Secondo il calcolo della gabella di «nzc mille, che fn la'massima sotto Alfonso , la quantità «Ielle terre impiegale allapiantagione di cannamele sulla ragionata di onze dicci per sal-ma non erano che saline cento 5 quando sì voglta accordare il