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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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E 1 2 (la osservarsi che tutte le piante riposte nellaseconda classe di eccezione , quantunque nel loro pas-saggio dal natio suolo in altro straniero, soffrano qual-che alterazione ; questa non è tale da scancellare ledominanti qualità; la pescai l 1 albicocco, il melo gra-nato, le ciriege riconoscono per loro primitiva patria1’ Asia , e P Africa, e pure si sono sparsi in moltissi-mi paesi conservando quasi (i) tutte le qualità, all’eccezione d 1 una impercettibile differenza, che si ve-rifica benanco in quelle piante che sono indigene inun suolo, e che una incalcolabile distanza, o le degra-da sensibilmente o ne accresce le bellezze ; fenome-ni che veggiamo, ed osserviamo di frequente , senzapoterne adequatamele assegnare le ragioni • CO

(1) L’albetcocco, ossia Armeniaco lo fu dall’Ar-snerba , e detto venne = malum Armeniacum ; = contepure il Granato dai contorni di Cartagine, , e dato glivenne il nome di = Punicnm. =■ Il cotogno fu traspor-tato da Cidone città di Creta , ed il ciliegio da Cerasiin-te città del Ponto Giorget ; sul filugello annot. al lib»2. p. 137. ved. Plin. 1 . 1 3 . tS. Serv. in Georg. Virg.1 - 2., Isidor Orig. 1 . 17.

( 2 ) Plenk apprend, que la Portulacaria Afra, quin’a jamais fleuri dans la serre chaude du jardin deSeliopi'iun a donne ses fleut6 dans la serre du iarilin