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"Verìfica, in qne fo mio può in certo modo e eguir-31 la rigorjsa de.inazione delie suddette aiuole ri-ferite da’citati scrittori, perchè non soggette ad uncontinuo rove ciarnento di limiti divhorj , cagionatapeila necessaria fi'rocui'one i elle acque; ciò non dimeno io insisto nell' in.iuuare una gr. n.Iezza maggio-re di superficie tanto in lungo, che in largo, nonsolo peila vegetazione più libera di una pianta co-tanto robu ta, ma per dare ancora al coltivatore piùfranca agia'ezza al ,uo lavoro .
Frattanto, qualunque ne sia il metodo , che sivoglia adottare da ogni particolare proprietario, ne-cessario sarà sempre lasciare un vuo o bastante tra1' una, « i’ altra fila d’ aiuol , e ciò per dar libero pas-saggio non solo alla corrente dell’ aria , ma ai raggidel sole, aggenti nere,sarj, la prima ed i secondi peril ben e .sere d 1 una pianta che non potrebbe altri-menti giugnere alla sua perfezione ; si osservino difatti le prime canne , che sono in frontiera d’ambii lati, ed in contatto più forte, che le interne pian-te, coll’ aria, e col sole, per convincersi quanto gran-de sia la differenza dell’ une , e dell’ altre ; e pernulla perdere ci benefizio, si potranno seminare queitratti di terra vuoti, di legumi di corta durata, chenon potrebbero incommodare le canne .
Finalmente, volendo anco considerare i sterpi di