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E se mai questo sinistro accade in tempo moltoprossimo alla piena maturità , bisogna immantinenterecidere tutte le canne per entrarne il sugo e non la"sciarle in isfato piuttosto di successivo 'deperimentoper aver perduti gli organi primari di necessario nu-drimento .
Se non molto facile si è la coltivazione dellacanna in tutto il corso, che riguarda la sua esi-stenza, più difficile diviene, quando si avvicina 1’ e-poca di ma maturazione , il saperne cogliere il veropunto, e non ingannarsi a discapito de’ proprj infe-re,si ì ecco dunque necessarie le preliminari istru-zioni , che io vado a tracciare per guidare con si-curezza l 1 occhio vigile di chi è destinato a sorve-gliare tali piante.
Non tutte le canne hanno ugual vigore , robu-stezza simile, per crederle indistintamente mature ad.un tempo medesimo ; varie nel temperamento secon-do i terreni, e la differente coltivazione, vario deveessere il momento da doverle recidere .
E per altro è da sapere , che le canne di lorsatura, ancorché uguali per vegetazione, e vigore, simaturano gradatamente 1’una dopo 1’ altra in un ce-spuglio meuesimo, ossi* macchia} irregolarità di ma-turazione, che 3Ì osserva in tante altre piante, comenel caffè, ove alligna, e fra noi i albero eie’' lune»