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ìermo, avrebbe potuto entrare nella minuta descrizione di questa pianta, ma sol si contenta dopo la lun-ga enumerazione delle ricche, e varie produzioni disua fertilissima pianura, restringere la sua penna alleseguenti espressioni ,, Quod si in partem alinm visual„ deflexeris, oecurret tibi mirandarum seges arun-„ dinarurn, quae cannae tnellis ab incoi!* nuneupan-„ tur, nomen hoc ab interiori* succi dulcedine sor-,, tientes; harum suecus, si dilìgente!', et moderate de-,, coctus, in speciem mellis traducitur ; si vero per-„ fectius excoctas fuerit, in saccari substantiam„ condensatur . (i)
Scrisse egli nei tempi del Re Guglielmo Secon-do, di cui abbiamo rapportato la donazione di unafabrica di zucchero alla Chiesa di Morreaìe. Questa
fi) Bihlioth. Hist. Regni Sicil. T. I. p. 400.
Si disputa fra gli # storio!, se Ugone Falcando deb-ita riputarsi come Autore Sicolo, oppnre straniero ; me»la più sensata parte non può soscriversi alla prima qua-lità per tutte le ragioni rapportate da Mcngitore nell 5Appendice al T. a. Bibl. Sic. p. £1. Si puole a ciòaggiungere il suffragio autorevole di Mariano Valguar ■stera, che sostiene di non essere Siciliano per le ragio-ni tutte esposte nella pag. 7S. e jtS.cli stia opterà >, *■
j» orig, et antbj. Panarmi.