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Per tutto dire in poche parole, comparando ilmodo antico di coltivare la canna col metodo vera-mente conosciuto dal secolo di Luigi XIV in poi, ladifferenza si è quella delle tenebre, • della luce 5non potea, e non dovea allora essere perfetto, e bian-co lo zucchero, ma il suo composto dovea essere bruno ,visco o, d * 1 imperfetta cristallizzazione; oggi in pocotempo , con spese minori, eon mezzi più tacili, e me-no dispendiosi, si giungne a quella perfezione, di cuinon potè aversene idea in Sicilia , senza quel zelo, eletterario fermento, che si era pria sviluppato nellaFrancia , e nell’ Inghilterra . (1)
(1) Due difficoltà possono presentarsi contro i ri-sparmi', che da me si sono rapportati per incoraggiar»
i Siciliani a preferire , ed imitare il nuovo coltivativimetodo ; poggia la prima sull’ impiego de’ terreni perl 5 a 18 mesi necessarj alla maturazione delle canne,laddove s’impiegavano soli mesi dodici nel sistema an-tico, differenza, che nel calcolo delle spese porta un ter-zo, e più di erogazione.
La seconda è nell’ uso, che si fa nelle ' Colonie A-jnericane dei Siegri Africani , vantaggio risparmiativoin opposizione ai Siciliani , che non avrebbero questapossibilità .
Si risponde alla prima, che 1 ’aumento del terzo dipiù per la vegetazione, e maturazione della canna, è as-