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?i era separato conto per lavare, e risciacquare queigrossolani panni, sospesi P incertezza, e cominciai adesaminare fra me medesimo la possibilità d’ impie-garsi vantaggiosamente quel composto di calce viva,soda, ed olio, dai quali ne risulta il sapone ,
Ninna difficoltà io aveva delle due prime so-stanze, perchè nota la loro efficacia ; per l 1 olio pe-rò, cominciai a riflettere , clic attesa la su* qualitàuntuosa, e crassa com penetrandosi coi sali pungenti,ed acri della soda , e della calca, li rende più ottusiper insinuarsi dolcemente, e non distruggere le sostan-ze vegetabili, o animali, che debbonsi rinettare ; 1idea fu perfetta nella mia mente, e sulla lusinga diaver ritrovato ciò, che cercava, passai immediatamen-te alle vie di fatto, e di s perieli za .
Per buona ventura, avea ancora il rifiuto delleultime canne, che passai tosto ai cilindri per entrar-ne il sugo, e destinarlo a tale-interessante prova: fe-ci di tutto per purgarlo con discreta dose di calceviva, e con filtro triplicato della più fitta lana; quin-di lasciandolo in riposo per sei ore, dopo che già e-ra ridotto al primo grado di sciroppo , attentamentelo decantai, secondo 1’ ultimo metodo del Sig. Dutro-ne. La sostanza ricavata era cosi trasparente, e lim-pida, che toglieva ogni sospetto di qualunque estra-neo na,cojtoj allora fu, che volli tentare T efficaciadel sapone, di cui ingnorava l’intrinseca qualità, e