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Sul richiamo della canna zuccherina in Sicilia e sulle ragioni che lo esiggono / di G. V. e P.
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bianca, e somigliante alla pietra pomice ; in questo stato .di concrezione , non dolse, ma scipito, ed astringente,era detto , e tliceai tuttora Sacar dagl Indiani, Taba-xir dai Persiani. Ha potuto piuttosto farli cadere inquell isbaglio la certezza, che i-teneri polloni di qttel-1 albero sono alquanto dolci; ma tale dolcezza è pas-saggierà, da non potersi promettere estrazione alcunadi sale; non troviamo per altro delle memorie indi-canti chimiche cognizioni di questa complicata ope-razione .

Gli antichi non conobbero, che il mele; di que-sto solo parlano la Sacra Scrittura, i Poeti, i Profa-ni Storici . I Cucinieri famosi di Siracusa , non ado-peravano nelle più fine paste, o altre composizioni, ellail prodotto industrioso delle pecchie ; niuna memoriatrovasi nei più rimoti secoli del sale dolce zuccherino*

I voluttuosi Romani ignorarono tale intessantearticolo, per cui avrebbero, come per tanti altri, pro Afuse dell iinmenze ricchezze. Apicio , che rovinò ilsuo pinguissimo retaggio per il gusto dilicato del pa-lato, con ugual piacere avrebbe interamente consuntele sue sostanze per questo sale, che tanto ingentilisceogni sorta di vivande.

Fino nei bassi tempi non leggesi presso autorealcuno menomo tratto, che possi far sospettare le-sistenza dello zucchero