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d’equilibrio , è dimostrata dall’ esperienza .L’ autore esamina in seguito le condizioni diedebbono aver luogo , perchè un. corpo soli-do, galleggiante sopra un fluido , prenda econservi la situazione dell’ equilibrio : egli favedere che il centro di gravità del corpo equello della parte immersa , debbono esseresituati sopra la medesima linea verticale , eche il peso totale del corpo sta al peso dellaparte fluida rimossa, come la gravità speci-fica del fluido alla gravità specifica del cor-po ; rischiara questa teoria generale con di-versi esempj tratti dal triangolo, dal cono ,dalla paraboloide, ec.
Si scorge facilmente , dalla proposizioneVII del primo libro, che due corpi eguali involume , più pesanti ambidue del fluido incui sono immersi , vi perdono parti egualidel loro peso. Io cito questo teorema, perchè1’ opinione generale de’ matematici si è cheArchimede ne facesse uso per risolvere un pro-blema famose cbe gli fu proposto dal re Jero-ne . Vediamo quale ne fu l’occasione.
Problema della corona di Perone.
Questo principe aveva fatto fare , da unorefice di Siracusa , una corona che , a ter-mini della convenzione, doveva essere d’ oro