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[Tomo primo e tomo secondo.]
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ce stabilire nel museo d’ Alessandria. Esseerano , secondo la descrizione che ne dàTolomeo , un aggregato di diversi cerchimolto simili alla nostra sfera armillare fi),che verosimilmente di là ebbe la sua origine.Vi era primieramente un cerchio grande chefaceva la funzione di meridiano : 1’ equatore ,l’ecclittica ed i due colliri formavano un ag-gregato interno , mobile intorno ai poli dell'equatore. In seguito vi era un cerchio chesi rivolgeva sopra i poli dell’ eccliltica , gner-nito di traguardi diametralmente opposti , ela cui parte concava toccava quasi 1’ ecclitti-ca, dove portava un indice per riconoscerela divisione in cui era fermato. Tale è l’ideagenerale di questo strumento. Si applicava apiù usi. Ecco, per esempio, come se ne fa-ceva uso per determinare gli equinozj .

Essendo l’equatore dell’isirumento postocon grande attenzione , come doveva essersempre, nel piano dell’equatore celeste, siaspettava l'istante in cui la superficie inferio-re e la superiore non erano più illuminatedal sole, ovvero , ciò che era più sicuro,quello in cui 1’ ombra progettata dalla parte

Moni. t. i. pag. 3o5.